Mimi Khalvati
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Mimi
Khalvati

And have we ever lived...

Biografia

Mimi Khalvati (1944) è certamente una delle voci più eleganti e tecnicamente raffinate della poesia britannica contemporanea, capace di fondere la ricchezza della tradizione persiana con la precisione del canone inglese. Nata a Teheran nel 1944, è cresciuta in un incrocio di mondi. Inviata in un collegio dell'Isola di Wight all'età di sei anni, ha vissuto un'infanzia segnata dallo sradicamento linguistico e culturale, per poi tornare in Iran da adulta e lavorare nel teatro e nel cinema (collaborando anche con il celebre regista Abbas Kiarostami). Stabilitasi definitivamente a Londra negli anni '80, ha intrapreso una carriera letteraria folgorante, diventando una figura centrale del panorama poetico del Regno Unito. È la fondatrice di The Poetry School, una delle istituzioni educative più importanti d'Europa per la scrittura creativa, e i suoi numerosi volumi sono pubblicati dalla prestigiosa casa editrice Carcanet.

Khalvati è celebre per la sua maestria nelle forme chiuse: è considerata la principale artefice della rinascita del Ghazal (un'antica forma poetica persiana) in lingua inglese. La sua scrittura è un delicato equilibrio tra rigore metrico e fluidità emotiva; i suoi versi esplorano l'identità femminile, la nostalgia per i giardini di Shiraz e la complessità di appartenere a due lingue senza esserne prigioniera. In Italia, la sua opera è stata celebrata dalla Casa della Poesia di Baronissi, che ha riconosciuto in lei una "tessitrice di ponti", con una poesia che profuma di gelsomino e di nebbie londinesi.

Mimi Khalvati è una "maestra del cesello". e la sua eredità risiede nell'aver dimostrato che la sperimentazione non deve necessariamente rinunciare alla melodia e che le forme antiche possono contenere le urgenze del presente globale. La sua voce continua a insegnare a generazioni di nuovi poeti come trasformare la perdita in una costruzione armoniosa, ricordandoci che la casa di un poeta non è un luogo geografico, ma lo spazio vibrante tra una parola e l'altra. La sua figura resta quella di una saggia mediatrice che, con la pazienza di chi tesse un tappeto prezioso, continua a unire l'Oriente e l'Occidente in un unico, ininterrotto canto.

Ha preso parte a Napolipoesia nel 2002 e ha donato suoi libri alla biblioteca internazionale di Casa della poesia.

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