Miroslav Košuta (Santa Croce di Trieste, 1936 – 1 febbraio 2026) ha rappresentato per oltre sessant'anni la coscienza poetica e civile della minoranza slovena in Italia, imponendosi come una delle figure più autorevoli e poliedriche del panorama letterario europeo di frontiera. Nato nel villaggio di Santa Croce (Križ), sul ciglio dell’altopiano carsico che si affaccia sul mare, ha frequentato il liceo scientifico sloveno di Trieste per poi laurearsi in letteratura comparata e teoria letteraria all'Università di Lubiana. La sua carriera è stata un intreccio continuo tra giornalismo, teatro e scrittura: dopo un'esperienza come redattore alla Radio di Lubiana, è tornato nella sua Trieste dove per più di vent'anni ha ricoperto il ruolo di direttore artistico del Teatro Stabile Sloveno (Slovensko stalno gledališče), curando l'identità artistica e linguistica di una scena capace di dialogare con le principali istituzioni drammatiche di Maribor, Nova Gorica e Fiume.
La sua produzione poetica, inaugurata nel 1963 con Morje brez obale (Mare senza lidi), si è distinta per una limpidezza stilistica che fonde l'asprezza del paesaggio carsico con la fluidità marina, affrontando temi come la memoria, l'esilio interiore e la resistenza delle radici. Tra le sue raccolte fondamentali si annoverano Pričevanje (Testimonianza, 1976), che gli valse il prestigioso Premio Fondazione Prešeren, e Odseljeni čas (Il tempo traslocato, 1990), premiato con il Premio Kosovel. Košuta è stato inoltre un prolifico autore per l'infanzia, ricevendo i premi Kajuh e Levstik per la sua capacità di educare i più piccoli alla poesia e al ritmo con opere come Na Krasu je krasno (Di corsa sul Carso). Come drammaturgo, ha saputo trasporre sulla scena e nei radiodrammi (spesso prodotti dalla sede slovena della RAI di Trieste) i traumi e le speranze di un'adolescenza vissuta durante la guerra, raccolti in volumi come Tri igre za glas (Tre drammi per voce, 1982).
Il legame profondo con la Casa della poesia di Baronissi ne ha fatto un protagonista dei principali eventi di impegno civile in Italia: dalla partecipazione a Lo spirito dei luoghi. Poesia contro la guerra nel 1999 alla storica presenza ad Amalfi per Parole di Mare (2000), fino agli incontri internazionali di Sarajevo nel 2008. In Italia, la sua intera parabola creativa è stata celebrata nell'antologia La ragazza dal fiore pervinca.(DelVecchio Editore), un'opera che permette di apprezzare come Košuta sia riuscito a superare la condizione di "isolamento" della lingua minoritaria per farsi interprete di un umanesimo universale. Scomparso il 1 febbraio 2026, lascia in eredità una visione della letteratura intesa come "dorso dell'onda": un movimento incessante che non divide le rive, ma le connette attraverso la bellezza e la verità della parola.
