Iztok Osojnik (1951) è una delle figure più poliedriche, sovversive e influenti della cultura slovena contemporanea. Nato a Lubiana nel 1951, Osojnik è un vero "nomade intellettuale". La sua biografia è un intreccio di arte, filosofia e attivismo: laureato in Letteratura comparata, ha studiato a Osaka (Giappone) e a Cambridge, portando nella sua visione del mondo una fusione rara tra pensiero orientale e spirito critico occidentale. È stato uno dei fondatori del movimento d'avanguardia Garbage (Smetliščarji) e, per molti anni, il direttore carismatico delle Serate di Poesia di Vilenica, trasformando una grotta del Carso in uno dei centri nevralgici della letteratura internazionale. Sciamano, alpinista, pittore e saggista, Osojnik incarna l'idea del poeta come cercatore instancabile di verità scomode.
La sua scrittura è un fiume in piena: colta, ironica, a tratti brutale, ma sempre pervasa da un'urgenza etica. Osojnik non teme di mescolare la politica alla cosmologia, il quotidiano al sacro. Casa della Poesia è stata ospitata spesso a Vilenica dove ha portato le proprie esperienze alcuni dei suoi poeti più cari.
Iztok Osojnik è considerato un "agitatore di coscienze". La sua eredità risiede nell'aver liberato la poesia macedone e slovena dai lacci del provincialismo, proiettandola in una dimensione globale e radicalmente libera. La sua voce continua a sfidare le convenzioni, ricordandoci che la parola poetica è un'arma di resistenza contro l'ottusità del potere e la banalità del consumo. La sua figura resta quella di un eterno ribelle che, con lo sguardo rivolto alle vette delle Alpi Giulie e il cuore aperto ai venti del mondo, continua a insegnarci che "la libertà è l'unica patria del poeta".
Nel 2004 ha preso parte a "Sidaja. Incontri internazionali di poesia" (Trieste) e nel 2009 agli "Incontri internazionali di poesia di Sarajevo".
