René Puthaar (1964) è una delle voci più originali e tecnicamente raffinate della poesia olandese contemporanea. Nato a Waddinxveen nel 1964 è un poeta che ha saputo conciliare la grande tradizione lirica europea con una sensibilità modernissima, a tratti ironica e profondamente filosofica. Il suo esordio nel 2000 con la raccolta Dansmuziek è stato un evento letterario nei Paesi Bassi, rivelando un autore capace di maneggiare la forma metrica con una libertà e una freschezza rare.
La sua scrittura si distingue per un equilibrio quasi magico tra rigore intellettuale e immediatezza emotiva. Puthaar osserva il mondo con lo sguardo di chi ne scorge le crepe, le assurdità e le improvvise illuminazioni, traducendo il quotidiano in una lingua colta ma mai distante. Nelle sue opere, la poesia diventa un esercizio di precisione e, al tempo stesso, un gioco serio con il linguaggio, dove il dubbio esistenziale si scioglie spesso in un sorriso amaro o in una visione luminosa.
Il legame con Casa della poesia ha permesso di far conoscere in Italia un poeta che rappresenta al meglio la vitalità della letteratura dei Paesi Bassi. La sua partecipazione agli incontri di Sarajevo è stata caratterizzata da una presenza intellettuale vivace, capace di dialogare con le diverse anime della poesia internazionale presenti al festival.
Il pubblico italiano ha scoperto in Puthaar un autore che, pur partendo dai paesaggi e dalle atmosfere del Nord, approda a una dimensione universale, dove la parola poetica è l'unico strumento capace di misurare la distanza tra noi e il mondo.
Ha partecipato agli Incontri internazionali di poesia di Sarajevo del 2005.
