Michele Sovente (1948–2011) è stato uno dei poeti più originali e autorevoli del panorama italiano contemporaneo, una figura indissolubilmente legata ai Campi Flegrei e, in particolare, alla sua frazione d'origine, Cappella.
Docente di Letteratura Italiana presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, ha costruito un percorso letterario unico basato sul costante intreccio di tre lingue: il latino (visto come alma mater archeologica), l’italiano e il dialetto di Cappella (la lingua del grembo e della "tana").
Questa sperimentazione trilingue trova la sua massima espressione in raccolte fondamentali come L’uomo al naturale (1978), Per specula aenigmatis (1990) — da cui fu tratto il radiodramma In corpore antiquo per Radiotre — e Cumae (1998), opera con cui si aggiudicò il prestigioso Premio Viareggio.
La sua bibliografia comprende inoltre volumi di grande rilievo come Carbones (2002), Zolfo (2004), Carta e formiche (2005), Bradisismo (2008) e l'ultima raccolta Superstiti (2010). Intellettuale attivo nel dibattito civile e culturale, ha collaborato con le principali riviste letterarie italiane, da «Nuovi Argomenti» ad «Alfabeta», e ha curato per anni la rubrica "Controluce" sulle pagine napoletane del quotidiano «Il Mattino».
Nel 2001 ricevette un riconoscimento speciale dalla giuria del Premio Elsa Morante-Comune di Bacoli, presieduta da Dacia Maraini.
Storico amico di Casa della poesia, Sovente ha partecipato attivamente ai suoi progetti intervenendo a edizioni storiche come "Napolipoesia" nel 2002 e "Napolipoesia nel Parco" nel 2009.
La sua scrittura rimane una testimonianza sofferta e sublime di una terra sulfurea e "ballerina", capace di trasformare il paesaggio flegreo in un luogo universale della memoria e del mito.
