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04/04/2011
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Rosa Mystica 2008 160 "È importante però rimarcare che Josip Osti, quando ha iniziato a scrivere le sue poesie in lingua slovena, ci ha donato un tesoro, un patrimonio che continueremo a scoprire." (Igor Divjak). Un nuovo straordinario libro del grande poeta bosniaco che ha deciso di vivere in Slovenia e di adottarne la lingua per meglio scrivere dell'amore e della natura, immerso nel magnifico giardino incantato di Tomaj. 88-86203-48-7 Poesia come pane Jolka Milič La scrittura ci ha portato lontano dall’origine nel giardino idilliaco di Tomaj dove gli amanti si trattengono e, anche se forse apparentemente ci troviamo ancora lì, è sempre più chiaro che ci siamo lasciati ingannare dal misterioso linguaggio poetico dal quale non si vede via d’uscita. Abbiamo dimostrato che dietro la leggerezza intimistica e vitalistica dello stile poetico di Osti si nascondono vortici ontologici magici che si ampliano in un labirinto infinito.
Josip Osti è bravissimo a rappresentare i complessi stati d’animo, i difficili quesiti esistenziali e le fantastiche visioni poetiche in un modo apparentemente semplice, talvolta persino documentario e aneddotico. Egli uguaglia i motivi fantastici e quelli concreti sullo stesso livello finzionale e quello dello stile poetico, che è apparentemente spesso realistico, e mi sembra che l’etichetta più adeguata della sua poesia potrebbe essere il realismo magico. Ma anche quella è, infine, solo un’etichetta e come tale priva di vitalità. E questo è dopotutto di poca importanza. È importante però rimarcare che Josip Osti, quando ha iniziato a scrivere le sue poesie in lingua slovena, ci ha donato un tesoro, un patrimonio che continueremo a scoprire.

- Igor Divjak
OGNI QUALVOLTA PRONUNCIO O SCRIVO LA PAROLA AMORE

Ogni qualvolta pronuncio o scrivo la parola
amore, ho in mente qualcosa d’altro…
Qualcuno dei miei tanti amori manifesti
o segreti, dei quali ognuno ha migliaia
di sinonimi, forme e significati. E soprattutto
di misteri. Poiché ognuno, quando si spoglia
del tutto togliendosi persino la pelle, resta
un enigma insolubile. E perciò ancora più
attraente… Ogni volta che pronuncio o scrivo
la parola amore, ho in mente qualcosa d’altro…
Proprio in questa parola dai molteplici significati,
la lingua che è uno dei miei grandi amori, rivela
le sue inesauribili possibilità di fatali malintesi.


UNA POESIA DEVE AVERE IL RITMO

Una poesia deve avere il ritmo… Magari il ritmo
del treno, nel quale il passeggero che viaggia
da Ljubljana a Salerno e prende la coincidenza
a Trieste, Venezia, Firenze e a Roma, si ricorda
di ciò che una volta ha vissuto in queste città…
Quando per le vie di Trieste seguiva le tracce
di James Joyce… Quando in piazza San Marco
i colombi gli mangiavano dalle mani… Quando
a metà agosto accanto al David dal membro
piccolo ha visto l’enorme membro di un cavallo
attaccato a una carrozza e la sua due volte più
grande ombra… Quando si è messo a correre
dietro Livio Berutti, il campione olimpionico nelle
corse dei 200 metri… Magari il ritmo del cuore di
chi ogni giorno, in qualsiasi tempo, con la pioggia
o la neve, va a trovare nella casa di riposo la sua
amata che non rammenta più nulla… Una poesia
deve avere il ritmo della vita.


TUTTO IN ME E FUORI DI ME
È MAGICO E MISTICO


Tutto in me e fuori di me è magico e
mistico… Anche il fiore che cresce in mezzo
al letamaio del paese e del cosmo
insieme. Una rosa mystica. Un fiore
trasparente. Di pietra. Però nei sogni. Fisico
e assieme metafisico… Tutto in me e fuori di
me è magico e mistico… Anche il fiore che cresce
in mezzo al letamaio del paese e dell'universo
insieme. Un fiore nella cui forma sono unite
le forme di tutti i fiori conosciuti e sconosciuti.
Non solo i fiori del giacinto, del narciso, del giglio…
o delle zucche, della patata, del fagiolo… ma anche
dei venti, del mare, delle stelle… Nel suo profumo
gli aromi di tutti i fiori esistenti e inesistenti…
Un fiore carnivoro che divora pure se stesso, e ha
la forma della nascita, ma sa di morte.
VSAKIČ, KO REČEM ALI NAPIŠEM BESEDO LJUBEZEN

Vsakič, ko rečem ali napišem besedo
ljubezen, imam v mislih nekaj drugega. …
Neko od svojih mnogih javnih ali skritih
ljubezni, od katerih ima vsaka na tisoče
sinonimov, oblik in pomenov. Največ pa
skrivnosti. Kajti vsaka, ko se sleče
do gole kože in sleče celo kožo, ostaja nerešljiva
uganka. Zato še bolj privlačna. … Vsakič,
ko rečem ali napišem besedo ljubezen,
imam v mislih nekaj drugega. … Prav v tej
večpomenski besedi jezik, ki je ena izmed
mojih velikih ljubezni, razkrije svoje
neizčrpne možnosti usodnih nesporazumov.


PESEM MORA IMETI RITEM

Pesem mora imeti ritem. … Bodisi ritem
vlaka, v katerem se potnik, ki potuje
od Ljubljane do Salerna in preseda v Trstu,
Benetkah, Firencah in v Rimu, spominja,
kar je nekoč doživel v teh mestih. …
Ko je po tržaških ulicah hodil po sledi
Jamesa Joyca. … Ko so mu na Trgu svetega
Marka golobi jedli z rok. … Ko je sredi
avgusta ob Davidu z majhnim udom videl
velikanski ud konja, vpreženega v kočijo,
in njegovo dvakrat večjo senco. … Ko je
stekel za Livijem Beruttijem, olimpijskim
zmagovalcem v teku na 200 metrov. …
Bodisi ritem srca tistega, ki vsak dan,
ob vsakem vremenu, po dežju ali snegu,
obiskuje svojo ljubezen v domu za ostarele,
ki se ničesar več ne spominja. … Pesem
mora imeti ritem življenja.


VSE V MENI IN ZUNAJ MENE
JE MAGIČNO IN MISTIČNO


Vse v meni in zunaj mene je magično in
mistično… Tudi cvet, ki raste sredi
vaškega in obenem tudi vesoljnega smetišča.
Rosa mystica. Prosojen cvet. Iz kamna.
Toda v sanjah. Fizičen in hkrati
metafizičen… Vse v meni in okrog mene je
magično in mistično… Tudi cvet, ki raste
sredi vaškega in obenem tudi vesoljnega
smetišča… Cvet, v obliki katerega so
združene oblike vseh znanih in neznanih
cvetov. Ne le hijacinte, narcise, lilije…
ali buče, krompirja, fižola… temveč tudi
vetrov, morja, zvezd…V njegovem vonju pa
dišave vseh obstoječih in neobstoječih rož…
Cvet mesojed in samojed hkrati, ki ima
obliko rojstva, a diši po smrti.
Osti Josip
Josip Osti, poeta, narratore, saggista, critico letterario, curatore di antologie e traduttore, nato nel 1945 a Sarajevo dove si è laureato alla Facoltà di filosofia. È stato redattore del giornale studentesco Naši dani (I nostri giorni), redattore nella casa editrice Veselin Masleša, segretario della Sezione dei letterati della città di Sarajevo e direttore della Manifestazione letteraria internazionale I giorni di poesia di Sarajevo, redattore della rivista Books in Bosnia and Herzegovina, presidente dell’Associazione dei traduttori letterari della Bosnia ed Erzegovina.
Da giovane praticava anche l’atletica: è stato più volte recordman e campione della Bosnia ed Erzegovina nelle gare sprint, campione giovanile della Jugoslavia in pista di 400 metri e inoltre per parecchi anni membro della rappresentanza atletica jugoslava.
Dal 1990 vive in Slovenia (a Ljubljana e a Tomaj sul Carso che negli ultimi anni è la sua fissa dimora). Fino al pensionamento in Slovenia nel 2007, era libero artista, vivendo, come soleva dire, d’amore e di ciò che scriveva e traduceva. Dal 1997 scrive anche in lingua slovena. Per più di dieci anni è stato collaboratore stabile esterno della Radio Slovenia. Due anni editorialista del quotidiano Dnevnik di Ljubljana e collaboratore di giornali e riviste letterarie in cui oltre alla poesia pubblicava saggi e critiche letterarie.
L’opera completa di Osti d’allora in poi, realizzata tanto nella lingua dei ricordi (come chiama il suo serbocroato ossia il bosniaco di provenienza croata) quanto in sloveno, consiste in più di 37 raccolte di poesia, 8 libri di prosa e 28 volumi di saggi, critica letteraria e testi pubblicistici. Ha curato 14 antologie di poesia e prosa slovena e bosniaco-erzegovese e ha tradotto più di 120 libri e 17 testi di teatro di autrici e autori sloveni, traducendo per giunta anche qualche libro di autori bosniaci-erzegovesi in sloveno. Finora più di 70 suoi libri sono stati tradotti in varie lingue straniere e pubblicati prevalentemente all’estero. Inoltre lui stesso ha tradotto in sloveno parecchi suoi libri scritti nella sua lingua materna e viceversa, traducendo in sloveno molti libri che aveva scritto nella sua lingua. Molte sue poesie sono state incluse in parecchie antologie di poesia bosniaco-erzegovese, croata, jugoslava e slovena, ma anche in parecchi florilegi di altri pae-si balcanici, mitteleuropei e mondiali.
Nel 2004 viene pubblicata dalla Multimedia Edizioni l’antologia trilingue "L'albero che cammina", la raccolta forse più importante e completa pubblicata in Italia, poi nell'aprile 2008 "Rosa Mystica", scritto in sloveno, nel 2015 la raccolta di haiku "Nella terra di nessuno", 2018 "Tutti gli amori sono straordinari" e infine nel 2020 "Barbara e il barbaro". I cinque volumi sono stati tradotti in italiano dalla grande Jolka Milič, un vero ponte tra Slovenia e Italia.
Ha ottenuto molti premi letterari per prosa e poesia e anche riconoscimenti per le traduzioni: Negli ultimi trent’anni il premio Serate di poesia a Trebinje, 1991, due volte il premio dell’Associazione dei traduttori letterari BiH, 1981 e 1985; la pergamena Župančič, 1985; la pergamena Potokar, 1987; il premio Zlato kolo (La ruota d’oro), 1991; il premio Zlata ptica (L’uccello d’oro), 1992; il prestigioso premio internazionale Vilenica, 1994; una medaglia della Città di Ljubljana, 1997; il premio Veronika, 1999 – (il suo Narciso del Carso è stato giudicato nel 1997 il più bel libro di poesia in tutta la Slovenia vincendo di conseguenza il premio indetto); il premio Oton Zupančič, 2000; nel 2005 a Trieste una menzione speciale per la poesia da “Scritture di Frontiera 2004” per la raccolta trilingue L’albero che cammina – edita da Multimedia Edizioni, Salerno nel 2004); il premio Jenko, 2006 (per la raccolta Tutti gli amori sono straordinari essendo stata ritenuta il più bel libro di poesia dell’anno in Slovenia). Inoltre, nel 2007, gli sono stati assegnati il premio della casa editrice Bosanska riječ (Tuzla, BiH / Wuppertal) per la raccolta Rosa mystica; il premio dell’Unione degli editori e librai BiH e il diploma Lavrin dell’Associazione dei traduttori letterari di Ljubljana per l’opera traduttiva di tutta la sua vita nell’ambito della mediazione della letteratura slovena ad altri popoli. Nel 2015 il Comune di Sežana gli ha conferito la medaglia Srečko Kosovel. Nel 2016 ha vinto il Premio Internazionale Annibale Ruccello per la poesia (Castellammare di Stabia) per la raccolta Tutti gli amori sono straordinari, tradotta da Jolka Milič e pubblicata dalla Multimedia Edizioni di Salerno, e il premio internazionale Pont, ottenuto a Capodistria nel 2018 per il romanzo Črna, ki je pogoltnila vse druge barve (Il nero che ha divorato tutti gli altri colori), pubblicato nel dalla rinomata casa editrice Beletrina di Ljubljana.
È stato uno dei poeti più assidui e fedeli di Casa della poesia. È scomparso il 26 giugno 2021.
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