Abdellatif Laâbi
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Abdellatif
Laâbi

Biography

Abdellatif Laâbi, il "leone della letteratura maghrebina" è un simbolo di resistenza intellettuale, che ha trasformato la prigione in un giardino di parole e l'esilio in una missione di libertà.

Nato nel 1942 a Fez, in Marocco, Abdellatif Laâbi è cresciuto tra le mura millenarie di una città che è cuore pulsante della cultura araba. Insegnante di francese, nel 1966 ha dato vita a un'impresa che avrebbe cambiato per sempre il volto della cultura nordafricana: la rivista "Souffles" (Soffi). Questa pubblicazione divenne il punto di incontro per poeti, pittori e registi che cercavano di decolonizzare la mente e la lingua, mescolando l'avanguardia europea con le radici popolari marocchine. Per il suo impegno politico e la sua critica feroce al regime durante i cosiddetti "anni di piombo", Laâbi fu arrestato nel 1972 e condannato a dieci anni di carcere. Torturato e isolato, non si piegò: fu proprio dietro le sbarre che la sua voce divenne più limpida e potente, trasformandosi nel simbolo della lotta per i diritti umani in Marocco.

La sua poetica è caratterizzata da un "umanesimo del grido e della tenerezza". Laâbi scrive in francese, ma abita una lingua che lui stesso definisce "il mio bottino di guerra", piegandola ai ritmi e alle urgenze del Maghreb. In opere fondamentali come Il regno della barbarie, L'albero di ferro e il romanzo autobiografico Il fondo della giara, la violenza della storia si scontra con una capacità sovrumana di amare e sperare. Per lui, la poesia è "l'arma degli inermi": un atto di testimonianza che non cerca vendetta, ma verità. La sua scrittura è un flusso ininterrotto dove il dolore privato si fa coro collettivo, celebrando la vita anche quando essa viene calpestata.

Oltre alla sua immensa produzione lirica e narrativa, Laâbi è un eccezionale traduttore che ha fatto conoscere al mondo francofono i grandi poeti arabi contemporanei (tra cui l'amico Mahmoud Darwish). In Italia, la sua figura è sacra per la Casa della Poesia di Baronissi, che lo ha adottato come un fratello maggiore. Nel 2009 ha ricevuto il prestigioso Prix Goncourt de la Poésie, coronando una carriera dedicata interamente alla dignità dell'uomo. Nonostante viva da anni in Francia, il suo cuore resta rivolto al Mediterraneo, che lui vede come un ponte di pace e non come un cimitero di speranze.

Oggi, Abdellatif Laâbi continua a essere la coscienza critica del mondo arabo e non solo. La sua eredità risiede nella convinzione che "la cultura è l'unico bastione contro la barbarie". È il poeta che ci ha insegnato che si possono incatenare le braccia di un uomo, ma mai il suo respiro, lasciandoci versi che sono come fari accesi sulla costa, pronti a guidare chiunque cerchi la rotta verso una terra più giusta e umana.

Abdellatif Laâbi è stato tra i protagonisti degli Incontri internazionali di poesia di Sarajevo del 2008 ed è un punto di riferimento continuo per il progetto di Casa della poesia.