Alfonso Guida (1973) è una delle voci più originali, visionarie e tormentate della poesia italiana contemporanea, che ha con Casa della poesia un legame profondo, fatto di stima e di condivisione di una "follia" lucida e creativa.
Nato a San Mauro Forte (Matera) nel 1973, Alfonso Guida è un poeta che vive e scrive ai margini, non per scelta estetica, ma per una necessità esistenziale che trasforma la parola in un corpo vivo, pulsante e spesso dolente. La sua è una "poesia della terra" che non ha nulla di bucolico: è fatta di argilla, di polvere, di santi rurali, di memorie familiari che si intrecciano con una cultura letteraria vastissima, che va da Campana a Hölderlin, da Amelia Rosselli a Paul Celan.
Vincitore del premio Dario Bellezza per l'opera prima e del premio Montale, Guida ha trovato in Casa della poesia una casa naturale per la sua voce così fuori dagli schemi. La sua scrittura procede per visioni, per accumuli di immagini che sembrano emergere da un tempo arcaico, ma che parlano con una precisione chirurgica al nostro presente.
Guida è un testimone della resistenza della poesia, incarna l'idea che la poesia non sia un mestiere, ma una "condizione": quella di chi sta sulla soglia e vede ciò che gli altri ignorano. La sua lingua è una lingua "impastata" con il dialetto lucano e nobilitata da un lessico colto, creando un cortocircuito espressivo unico nel panorama attuale.
Nella sua opera, la malattia, l'amore, l'abbandono e il sacro si fondono in un'unica preghiera laica. Alfonso Guida ci ricorda che essere poeti oggi significa, prima di tutto, avere il coraggio di essere imperfetti e di restare fedeli al proprio "luogo", geografico e interiore.
Alfonso Guida è stato ospite di Casa della poesia nel 2020.
