Anna Belozorovitch è una delle voci più interessanti della letteratura migrante e transculturale in Italia, capace di muoversi tra la profondità dell'anima russa e la sensibilità della lingua italiana.
Nata a Mosca nel 1983, Anna Belozorovitch si è trasferita in Italia all'età di otto anni, stabilendosi inizialmente in Sicilia e successivamente a Roma. Questa migrazione infantile ha segnato profondamente la sua identità linguistica: l'italiano è diventato la sua lingua d'elezione creativa, ma la struttura del suo pensiero resta nutrita dai grandi classici russi e da una spiritualità est-europea. Laureata in Lingue e Letterature Straniere, ha saputo trasformare il "doppio sguardo" dell'immigrato in una risorsa poetica, diventando una figura di spicco nel panorama degli scrittori "italofoni" di origine straniera.
La sua poetica è caratterizzata da una "quotidianità metafisica". Belozorovitch non scrive una poesia di esotismo, ma una poesia che indaga i minimi spostamenti dell'animo umano, le relazioni familiari e il senso di appartenenza a una terra che si sceglie ogni giorno. In raccolte come L'uomo alla finestra o Anima Bambina, il suo verso è limpido, privo di artifici barocchi, eppure carico di una tensione emotiva che scava sotto la superficie dei gesti comuni. Per lei, la scrittura è un "ponte di parole" teso sopra l'abisso della nostalgia, un modo per ricomporre un'identità frammentata tra due mondi.
Oltre alla poesia, Anna Belozorovitch è una narratrice e drammaturga di successo. In Italia la sua presenza nei festival internazionali colpisce per la grazia e la precisione quasi musicale con cui abita la lingua italiana.
Oggi, Anna Belozorovitch continua a lavorare come traduttrice e consulente editoriale, rimanendo un punto di riferimento per la letteratura che supera i confini nazionali. La sua eredità risiede nella lezione che "la lingua in cui scriviamo è la nostra vera patria", e che la poesia ha il potere di rendere familiare l'ignoto e universale il particolare, trasformando il viaggio migratorio in un cammino di conoscenza spirituale.
Anna Belozorovitch è stata ospite di Casa della poesia nel 2016 e per Multimedia Edizioni (insieme a Maria Grazia Calandrone) ha tradotto e curato il libro di Anatoly Kudryavitsky, Scultura involontaria (2020)-
