Edvino Ugolini (1950-2013), è stata una figura che per Casa della poesia rappresenta l'anima internazionalista e militante di Trieste, un ponte vivente tra l'Europa centrale e i teatri di crisi del mondo.
Nato a Trieste il 28 giugno 1950, Edvino Ugolini è un intellettuale di frontiera nel senso più alto del termine. Poeta, saggista, traduttore e instancabile attivista per la pace, ha formato la sua sensibilità tra Trieste, l'Università di Francoforte e Bologna. Questa matrice mitteleuropea lo ha reso un mediatore naturale tra lingue e culture, lavorando per anni come insegnante di tedesco e traduttore, prima di dedicarsi alla pubblica amministrazione nella sua città natale.
Ugolini è l'incarnazione della "poesia come azione nonviolenta". Fondatore di realtà cruciali come la Rete Artisti contro le guerre e l'associazione Vortici, ha fatto del verso uno strumento di diplomazia popolare. La sua militanza lo ha portato fisicamente nei luoghi del dolore e della resistenza: dal Kurdistan alla Palestina, dal Libano alla Bosnia, fino al Sahara Occidentale. Non è un caso che il grande Jack Hirschman sia stato suo traduttore e mentore negli Stati Uniti con il volume Incandescences, riconoscendo in lui un "fratello di lotta" capace di unire la sconfitta alla rivincita in un gesto di profonda solidarietà verso i più deboli.
La sua produzione letteraria è vastissima e profondamente legata ai temi della migrazione, della pace e della resistenza urbana. Presente in antologie fondamentali come Cuori migranti e Paesaggi di resistenza, Ugolini ha saputo raccontare la Trieste dei poeti (da Rilke alla poesia europea contemporanea) depurandola da ogni nostalgia accademica per proiettarla nelle sfide del presente. Il premio internazionale Il poeta e la pace (2004) è solo uno dei riconoscimenti a una carriera che ha sempre rifiutato la torre d'avorio.
A Baronissi e nei festival internazionali come quello di Sarajevo, la presenza di Edvino ha sempre portato la testimonianza di chi "cammina il mondo". Dalle Marce per la Pace al Forum nazionale di Roma, Ugolini resta per noi la voce di una Trieste che non è solo un confine, ma un punto di partenza verso l'altro, con la tenerezza e il rigore di chi sa che la poesia è l'ultima difesa dell'umano.
