Enzo Ragone, nato a Salerno, è giornalista professionista e inviato della Rai. La sua carriera si è snodata lungo i confini della storia contemporanea, unendo il rigore della cronaca alla sensibilità della visione poetica. Tra il 1989 e il 1991, è stato testimone oculare del dissolvimento dell’ex Unione Sovietica, raccontando questo epocale passaggio storico in numerosi reportage per «Voltapagina», il settimanale del Tg3.
Per oltre dieci anni il suo impegno giornalistico si è focalizzato sui Balcani e sulle minoranze linguistiche, curando le rubriche «Estovest» e «Levante» per il Tgr Rai 3. In particolare, ha documentato con profondità la difficile ricostruzione post-bellica nell’ex Jugoslavia attraverso una serie di reportage da Sarajevo e Belgrado.
Il suo legame con Casa della poesia supera l’ambito professionale: Ragone è stato tra i testimoni e gli amici più fedeli degli storici "Incontri internazionali di poesia di Sarajevo", diventando il ponte che ha permesso al pubblico televisivo italiano di conoscere questa straordinaria esperienza di resistenza culturale.
Nel campo della comunicazione, ha fondato a metà degli anni Ottanta la società "Movidea" insieme a Maria Rosaria Mari. La sua attività saggistica vanta curatele di rilievo, come il volume Intervista sulla televisione di Furio Colombo, curato con Antonio Bottiglieri e arricchito dalla prefazione di Umberto Eco (Pironti, 1988).
Come poeta, la sua voce è densa e civile, spesso accompagnata dal segno dei grandi maestri dell’arte contemporanea. Nel 2006 pubblica Poesie dell’amore migratore (Avagliano), con prefazione di Achille Bonito Oliva e disegni di Enzo Cucchi. Nel 2014 segue la sua seconda raccolta, La Pietra di Sarajevo (Pironti), ancora una volta con la prefazione di Achille Bonito Oliva e impreziosita dai disegni di Mimmo Paladino.
Enzo Ragone incarna l'idea del poeta-testimone, capace di attraversare le macerie della storia e le frontiere dei Balcani per riportare intatta la forza della parola e dell'umanità.
