Faslli Haliti è una delle figure più limpide, coraggiose e sofferte della letteratura albanese del Novecento, un poeta che ha pagato con il silenzio e il lavoro forzato la sua fedeltà alla verità dell'arte. Nato nel 1935 a Lushnjë, in Albania, Faslli Haliti è cresciuto in un Paese che si avviava verso una delle dittature più chiuse e oscurantiste d'Europa. Pittore e poeta di grande talento, si formò all'Accademia delle Arti di Tirana, ma la sua carriera fu bruscamente interrotta nel 1973. In quell'anno, la pubblicazione del suo poema Il sole e le pozzanghere (Dielli dhe pellgjet) fu accusata dal regime di "deviazionismo ideologico" e "pessimismo". La punizione fu severissima: Haliti fu rimosso da ogni incarico culturale e condannato al lavoro forzato in agricoltura e nelle cooperative per oltre un decennio. Durante quegli anni di "morte civile", non smise mai di scrivere segretamente, custodendo la propria voce come un fuoco sacro sotto la cenere della repressione.
La sua poetica è caratterizzata da un "realismo etico e sensoriale". Haliti non è un poeta dell'astrazione; la sua scrittura affonda le radici nella terra, nei colori e nella luce del Mediterraneo. Nelle sue raccolte, come Messaggi della terra o Il mio nome, il verso è breve, incisivo, privo di ornamenti inutili. Per lui, la poesia è un atto di "pulizia" dello sguardo: come il sole che asciuga le pozzanghere del suo poema incriminato, la parola deve rivelare ciò che è sporco e ciò che è puro, senza compromessi. La sua è una lirica della resistenza interiore, dove il paesaggio albanese diventa metafora di una condizione umana che aspira alla libertà nonostante le catene.
Dopo la caduta del regime nel 1991, Faslli Haliti è tornato pienamente alla vita pubblica, venendo eletto deputato al Parlamento albanese e ricevendo i massimi onori letterari del suo Paese. In Italia, la sua figura è stata accolta con profonda commozione dalla Casa della Poesia di Baronissi, che lo ha ospitato come testimone d'eccezione della forza della parola contro la tirannia. Le sue letture, cariche della dignità di chi ha attraversato l'inferno senza smarrire l'anima, hanno mostrato al pubblico italiano un'Albania colta, resiliente e profondamente europea.
Oggi, Faslli Haliti è considerato un "classico vivente" della letteratura albanese. La sua eredità risiede nella lezione che "un poeta può essere messo a tacere, ma la poesia non può essere uccisa". È l'uomo che ha trasformato la fatica del bracciante nella precisione del verso, lasciandoci in dono una scrittura che brilla della stessa luce onesta e implacabile del sole della sua terra.
Nel 1998 ha partecipato alla manifestazione Verba Volant (Napoli, Salerno, Eboli, Potenza, Benevento).
