Fatos Arapi, considerato il patriarca della poesia moderna albanese e uno dei più grandi lirici del Mediterraneo del XX secolo:
Nato nel 1930 a Valona, città portuale che lascerà un'impronta indelebile nella sua immaginazione marina, Fatos Arapi è stato il poeta che più di ogni altro ha saputo traghettare la letteratura albanese dal realismo socialista a una modernità universale, carica di simbolismo e profondità filosofica. Dopo aver compiuto gli studi in economia a Sofia, in Bulgaria, Arapi tornò in patria dedicandosi interamente all'insegnamento universitario e alla scrittura, diventando una figura di riferimento per generazioni di intellettuali. La sua poesia è una fusione straordinaria tra la luce cruda del mare Adriatico e la malinconia metafisica russa ed europea; Arapi ha cantato l'amore, la libertà e il destino umano con una voce che sapeva essere allo stesso tempo intima ed epica.
La sua carriera è stata segnata da una tensione costante con il regime comunista di Enver Hoxha: nonostante la sua statura intellettuale, Arapi non fu mai un poeta di regime. La sua opera, caratterizzata da un'inquietudine esistenziale e da una ricerca formale innovativa, subì spesso la censura o lo sguardo sospettoso delle autorità, che mal sopportavano il suo individualismo lirico. Raccolte come Vengo da te o Dimenticare è impossibile rivelano una sensibilità capace di dare voce al silenzio e al dolore di un intero popolo, senza mai cadere nella retorica. Arapi è stato anche un eccellente traduttore, portando in albanese le voci di poeti come Neruda e Saffo, e un saggista capace di analizzare con lucidità le radici storiche e culturali dell'Albania.
Premiato con il prestigioso Corona d'Oro al Festival della Poesia di Struga nel 1997 (onore condiviso con giganti come Joseph Brodsky e Allen Ginsberg), Arapi ha vissuto i suoi ultimi anni con la discrezione dei grandi saggi, scomparendo a Tirana nel 2018. La sua eredità risiede in una lingua poetica che ha saputo restare pura e onesta anche nei tempi più bui, trasformando il paesaggio albanese in un territorio dell'anima dove il mare non è solo un confine geografico, ma un simbolo di infinito e di nostalgia. Oggi è celebrato come il poeta che ha restituito all'Albania una dimensione poetica europea, legando il destino del suo paese ai grandi miti del Mediterraneo.
Ha preso parte nel 1996 a "Lo spirito dei luoghi" , primo evento ed atto costitutivo della Casa della poesia.
