Félix Grande (1937–2014) è stata una delle figure più poliedriche, umane e autorevoli della cultura spagnola del secondo Novecento, capace di unire in un solo respiro la precisione della poesia e l'anima profonda del flamenco. Nato a Mérida nel 1937 e cresciuto a Tomelloso (La Mancha), Félix Grande è stato molto più di un poeta: è stato un saggista, critico, narratore e uno dei massimi esperti mondiali di arte flamenca. La sua vita è stata un lungo viaggio nelle radici della sofferenza e della dignità umana, segnato da una formazione autodidatta che lo ha portato a dirigere per decenni la prestigiosa rivista Cuadernos Hispanoamericanos. Sposato con la poetessa Francisca Aguirre e padre di Guadalupe Grande, ha formato con loro un "trittico familiare" unico nella storia letteraria spagnola. Personalità generosa e militante della parola, ha ricevuto i massimi onori della sua terra, tra cui il Premio Nacional de Poesía (1978) e il Premio Nacional de las Letras Españolas (2004), onorificenza che riconosce l'eccellenza dell'intera carriera di un autore.
La sua poetica è definita da un "umanesimo etico e musicale". Félix Grande credeva che la poesia dovesse essere uno strumento di solidarietà e di indagine sulla memoria collettiva, specialmente quella degli sconfitti e degli emarginati. Il suo stile fonde una tecnica impeccabile con un'emotività travolgente, influenzata dai ritmi del cante jondo. In Italia, il suo legame con la Casa della Poesia di Baronissi è stato molto forte: è stato uno dei grandi "padri spirituali" del progetto. Multimedia Edizioni ha pubblicato un raccolta di sue poesie Le ore e gli anni, che raccoglie il cuore della sua produzione. Tra le sue opere originali più celebri spiccano Las rubáiyát de Horacio Martín (1978), una vetta della lirica amorosa ed esistenziale, e il monumentale saggio Memoria del flamenco (1979), considerato ancora oggi la "bibbia" per chiunque voglia comprendere l'essenza di quest'arte.
Oggi, Félix Grande è ricordato come il "poeta della fratellanza". La sua eredità risiede nell'aver nobilitato il flamenco elevandolo a categoria filosofica e nell'aver scritto versi che non temono di affrontare il dolore, la vecchiaia e l'ingiustizia con una pietà profonda e una bellezza folgorante. Nonostante la sua scomparsa nel 2014, la sua voce continua a risuonare come un monito contro l'indifferenza, insegnandoci che la poesia è l'unica "ferita" che, invece di uccidere, aiuta a guarire l'anima del mondo. La sua casa di Madrid, condivisa con Paca e Guadalupe, resta nell'immaginario collettivo come un tempio della resistenza culturale e dell'amore per la vita.
Felix Grande ha preso parte agli Incontri internazionali di poesia di Sarajevo 2008.
