Ferreira Gullar (1930–2014) rappresenta una delle vette assolute della letteratura brasiliana e mondiale del XX secolo, un intellettuale la cui presenza nel contesto di Casa della poesia a Baronissi ha testimoniato per anni l'eccellenza delle relazioni internazionali della struttura. Fondatore del Neoconcretismo, Gullar ha saputo rivoluzionare il linguaggio poetico passando dalla sperimentazione delle avanguardie degli anni '50 a una "poesia della necessità" profondamente umana e civile. Il suo capolavoro, il Poema Sujo (Poema Sporco), scritto nel 1975 durante il tragico esilio a Buenos Aires per sfuggire alla dittatura militare, rimane un monumento della letteratura lusofona: un flusso viscerale di ricordi e denuncia che fu portato clandestinamente in Brasile da Vinícius de Moraes.
La sua partecipazione (epistolare) alle attività di Casa della poesia ha sempre incarnato l'idea di un'arte che non può restare indifferente ai soprusi, trovando una perfetta affinità elettiva con l'impegno di altri poeti della "famiglia" di Baronissi. Per Gullar, "l'arte esiste perché la vita non basta", e la sua voce è stata fondamentale in eventi e pubblicazioni unendo l'innovazione formale a una rigorosa tensione etica contro ogni forma di ingiustizia.
