Gabriella Sica (Viterbo, 1950) occupa un posto di rilievo nel panorama letterario italiano come poetessa, saggista e studiosa. Di padre campano (originario proprio di Baronissi) e madre della Tuscia — terra dove trascorre l'infanzia prima del trasferimento a Roma — ha saputo intrecciare le proprie radici in una scrittura di grande limpidezza e profondità.
Nella capitale ha svolto la sua carriera accademica insegnando presso l’Università “Sapienza”. Tra il 1979 e il 1988 ha ideato e diretto la rivista «Prato Pagano», laboratorio fondamentale per la "generazione dell'80" e per il recupero di una parola poetica autentica e interiore. La sua vasta produzione in versi, iniziata con La famosa vita (1986), si è arricchita negli anni con titoli come Vicolo del Bologna, Poesie familiari (Premio Camaiore) e i più recenti Tu io e Montale a cena (2019), Poesie d’aria (2022) e l'edizione francese La fabuleuse vie (2024).
Notevole è anche la sua produzione in prosa, che spazia da Sia dato credito all’invisibile (2000) a Emily e le Altre (2010) e l'appassionato Cara Europa che ci guardi. 1915-2015 (2015).
Per la sua alta statura intellettuale, è stata insignita di premi internazionali alla carriera come il "Lerici Pea Poesia" (2014), la "Laurea in poesia" dell’Università Pontificia Salesiana (2025) e il "Premio Internazionale Catullo" dell’Accademia mondiale della poesia (2026).
Tradotta in numerose lingue, tra cui recentemente il cinese e il tedesco, Gabriella Sica mantiene un legame elettivo e profondo con Casa della poesia, con cui condivide l'impegno per la diffusione della cultura poetica come bene comune e necessario.
Ha preso parte all'edizione del 2010 degli Incontri internazionali di poesia di Sarajevo.
