Chandra Livia Candiani rappresenta, per la storia recente di Casa della poesia, un momento di pura epifania. Definirla "unica" non è un'esagerazione retorica, ma la constatazione di una presenza che abita la parola con una nudità e una precisione quasi insostenibili.
I suoi passaggi nel 2018 e nel 2019 hanno agito come una "benedizione" silenziosa, culminando nel conferimento del Premio Internazionale "Regina Coppola", un riconoscimento che ha suggellato un legame profondo tra la sua poetica dell'ascolto e la casa di Baronissi.
Poetessa e traduttrice tra le più amate e influenti del panorama contemporaneo, Chandra Livia Candiani ha saputo riportare la poesia a una dimensione di cura, spogliamento e verità. La sua biografia è intrecciata indissolubilmente alla pratica della meditazione buddhista e all'insegnamento della poesia ai bambini delle periferie milanesi, due esperienze che hanno purificato il suo verso da ogni scoria accademica.
Gli anni in cui Chandra ha "abitato" Casa della poesia restano impressi come un tempo di "densità" emotiva straordinaria. Nel 2019, la consegna del Premio internazionale Casa della poesia - "Regina Coppola" non è stata solo una celebrazione formale, ma il riconoscimento di una affinità elettiva: quella tra una comunità che crede nella poesia come resistenza civile e un'autrice che la vive come "ospizio per l'anima". Chandra ha portato a Baronissi la sua voce sottile ma ferma, capace di parlare dell'ombra, del dolore e della gioia con la stessa cristallina onestà.
La forza di Chandra risiede nella sua capacità di nominare l'innominabile senza violarlo. Nelle sue opere più celebri — da La bambina pugile a Fatti vivo, fino a La domanda della sete — il mondo minerale, animale e infantile dialogano costantemente. La sua è una poesia "delle creature", che invita a sostare sulla soglia, a non fuggire dal vuoto, ma a farne un luogo di accoglienza. Per Chandra, la parola poetica non serve a spiegare il mondo, ma a renderlo abitabile, proprio come una casa che accoglie chi è rimasto fuori al freddo.
Chandra ha "segnato" Casa della poesia con la sua umiltà radicale. Il suo passaggio ha ricordato a tutti i presenti che la poesia è un atto di attenzione estrema. La sua disponibilità al dialogo, il suo modo di ascoltare gli altri poeti e il silenzio denso che accompagnava le sue letture hanno trasformato Casa della poesia in un tempio laico della parola. La sua presenza è stata, ed è tuttora, un talismano contro la superficialità del nostro tempo.
