Ljubica Ostojić (1945–2021) è stata una delle figure più amate e centrali della cultura bosniaca contemporanea, la cui scomparsa nel 2021 ha lasciato un vuoto immenso nella comunità sarajevese.
Nata a Belgrado ma cresciuta e vissuta a Sarajevo, è stata una poetessa, drammaturga, scrittrice e critico teatrale di straordinaria sensibilità. Laureata alla Facoltà di Filosofia di Sarajevo e all'Accademia Pedagogica (sezione Belle Arti), ha lavorato per decenni come drammaturga presso il Teatro dei Giovani (Pozorište mladih) e come docente presso l'Accademia delle Arti Sceniche di Sarajevo. La sua voce, caratterizzata da un’eleganza rara e da una profonda capacità di ascolto, è diventata un simbolo della resistenza culturale di Sarajevo durante gli anni dell'assedio e della successiva ricostruzione morale della città. Autrice di numerose raccolte di poesia, di testi teatrali e di libri per bambini, Ljubica ha saputo raccontare la tragedia e la bellezza della vita con un linguaggio che unisce la precisione del drammaturgo alla delicatezza della visione lirica.
Il legame con Casa della poesia è stato creato attraverso gli "Incontri internazionali di poesia di Sarajevo". Ljubica non è stata solo una partecipante, ma una vera e propria "ambasciatrice" della cultura bosniaca, accogliendo generazioni di poeti internazionali con la sua saggezza e il suo spirito generoso.
La sua opera rappresenta la capacità della parola di restare integra anche tra le rovine, di curare le ferite della storia e di offrire, soprattutto ai più giovani, una bussola etica e poetica. Con lei, la poesia di Sarajevo perde una madre, ma Casa della poesia conserva il calore di una presenza che continua a illuminare il percorso della resistenza culturale.
