Margara Russotto è una saggista, poetessa, traduttrice e docente universitaria di origini italiane, la cui esperienza umana e intellettuale è profondamente segnata dal legame con il Venezuela, dove ha vissuto e operato per gran parte della sua vita. Studiosa di fama internazionale, ha insegnato Letteratura Latinoamericana presso l’Università Centrale del Venezuela (Caracas) e successivamente alla University of Massachusetts Amherst.
La sua poesia è intrisa di una forte carica drammatica, scaturita dal biculturalismo e dal bilinguismo che convivono nella sua opera: un dialogo costante in cui tradizioni, lingua e dialetto dell'infanzia si confrontano o si combattono all'interno della stessa persona, rendendo la sua voce una delle più interessanti della diaspora.
La sua vasta produzione letteraria comprende raccolte poetiche e volumi di saggistica di grande rilievo, tra cui si segnalano: Restos del viaje (1979), Brasa (1980), Viola d’amore (1986), Música de pobres y otros estudios de literatura brasileña (1989), Arcaísmo y modernidad en José Lins do Rego (1990), Tópicos de retórica femenina (1993), Épica mínima (1994), Dispersión y Permanencia: Lecturas Latinoamericanas (2002) ed El diario íntimo de Sor Juana (Poemas apócrifos) (2002).
Storica amica di Casa della poesia, è stata ospite nel 1995 e nel 2003, partecipando attivamente ai progetti internazionali. Attraverso la sua mediazione come traduttrice e critica, ha contribuito in modo determinante a far conoscere in Italia le voci più profonde della letteratura sudamericana, consolidando un ponte culturale fondato sulla memoria e sulla resistenza della parola.
