Nato a Praia, sull’isola di Santiago, nel 1939, Mario Alberto de Almeida Fonseca ha incarnato la figura del poeta-combattente, la cui vita e opera sono state indissolubilmente legate alla lotta per la libertà e all’identità del suo popolo. Militante anticolonialista della prima ora, Fonseca conobbe il duro prezzo dell’esilio, vivendo per quasi trent’anni lontano dalle sue isole, principalmente tra la Francia e il Senegal, dove lavorò come professore di francese.
Intellettuale poliedrico e poliglotta, Fonseca è stato un ponte tra culture: scriveva con naturalezza in portoghese, creolo, inglese e, soprattutto, in francese, lingua che scelse spesso per la sua produzione letteraria. La sua attività giornalistica e saggistica lo vide protagonista in riviste storiche come Cabo Verde, Présence Africaine e Raízes, oltre ad essere stato uno dei fondatori della rivista Seló, punto di riferimento fondamentale per la modernità letteraria capoverdiana.
La sua scomparsa, avvenuta il 27 settembre 2009, ha lasciato un vuoto profondo nella letteratura africana di espressione lusofona e francofona, ma il suo messaggio di "solidarietà e resistenza" continua a risuonare.
Nel 1997, Mario Fonseca fu uno degli ospiti d'onore della rassegna "Lo spirito dei luoghi" a Baronissi. In quell'occasione, la sua presenza portò nel salernitano l'eco dell'Atlantico e la malinconia fiera della morna capoverdiana. Per Casa della poesia, Fonseca non fu solo un autore da tradurre, ma un esempio vivente di come la poesia possa sopravvivere all'esilio e diventare una patria portatile. La sua partecipazione segnò uno dei momenti più intensi di incontro tra la poesia dell'impegno civile e la comunità locale, rafforzando l'idea del progetto come luogo di approdo per le voci erranti del mondo.
