Massimo Baraldi è un autore che ha fatto dell'ascolto e dell'incontro la cifra distintiva della sua produzione letteraria. Nato il 19 febbraio 1966, la sua identità è il risultato di un viaggio geografico e culturale che affonda le radici nella Bassa modenese, si sviluppa a Imperia e approda infine a Como, città dove oggi vive. Questa mobilità interiore si riflette in una carriera poliedrica: Baraldi non è solo autore di romanzi e testi teatrali, ma anche un raffinato traduttore dal russo (celebre il suo lavoro su Per la voce di Vladimir Majakovskij), attività che ne testimonia il profondo rigore linguistico e l'attenzione per la potenza della parola.
Il cuore della sua poetica risiede nella capacità di raccogliere frammenti di vita e trasformarli in narrazioni universali, superando i pregiudizi e le barriere sociali. Questa attitudine emerge con forza in "Tre giorni nella vita" (2019), un'opera corale in cui quarantuno personaggi di spicco — da icone dello sport come Francesco Moser e Nino Benvenuti a giganti della cultura come Philippe Daverio e Letizia Battaglia — si mettono a nudo raccontando tre momenti specifici della loro esistenza: uno bello, uno brutto e uno "così-così". Attraverso questo schema, Baraldi indaga il valore del tempo e della memoria, dimostrando come la quotidianità sia il tessuto connettivo che lega ogni essere umano, indipendentemente dal successo o dalla professione.
La sua ricerca di inclusione e dialogo si è spinta ancora oltre con "Il giro del mondo in 80 bambini" (2023), un progetto internazionale in cui Baraldi dà voce a quaranta coppie di bambine e bambini provenienti da ogni angolo del pianeta. Attraverso micro-racconti su elementi universali come il sole, la luna e le nuvole, l'autore costruisce un ponte tra le culture, promuovendo un immaginario paritario e privo di stereotipi. Questo spirito empatico raggiunge la sua massima intensità nel progetto "Sconfinamenti", realizzato presso la Casa di Reclusione di Eboli. Qui, Baraldi trasforma il dolore e il rimpianto in una "galleria di ritratti" di straordinaria umanità, dando voce a ventidue uomini impegnati a ridefinirsi oltre l'errore commesso. In tutta la sua opera, Massimo Baraldi agisce come un cercatore di tracce umane, convinto che nessuno sia davvero invisibile e che ogni storia meriti di essere raccolta per ricordarci, come lui stesso suggerisce, che i confini sono solo riferimenti e mai limiti insuperabili del nostro essere umani.
Massimo Baraldi è un collaboratore assiduo di Casa della poesia con la quale, insieme a Multimedia Edizioni realizza i suoi libri-progetto.
