Roberto Dedenaro
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Roberto
Dedenaro

Biography

Nato a Trieste nel 1956, Roberto Dedenaro è un poeta, traduttore e insegnante di lettere che ha fatto della "soglia" giuliana il baricentro di una ricerca artistica multidisciplinare. La sua opera si muove con naturalezza tra la pagina scritta, l’etere radiofonico e l’installazione visiva, riflettendo la complessità di una terra dove lingue e storie si sovrappongono costantemente.

Il percorso poetico di Dedenaro è scandito da quattro raccolte fondamentali che tracciano un’indagine meticolosa sui luoghi dell’abitare e sulle tensioni del quotidiano: l'esordio con Insopportabili rumori (1989), seguito da Osservazioni sull’abitare (1993), Le periferie sottili (2002) — pubblicata a Salerno da Ripostes, a testimonianza di un legame profondo con il Sud e con l’area salernitana — e l’antologia bilingue Sintetiche siepi, ostinate infiorazioni / Plasticne pregrade, kljubovalno cvetlicenje (2006). La sua scrittura, per la sua capacità di farsi universale, è stata tradotta in numerose lingue, tra cui inglese, tedesco, spagnolo, sloveno, croato, serbo e gallego.

Dedenaro è un instancabile creatore di ponti tra i linguaggi. Nel 1994 firma il radiodramma Visioni di un Viso diviso, musicato da Fabio Nieder per Rai Radiotre (pubblicato poi nel 1995), e collabora stabilmente con la sede regionale della Rai e Radio Capodistria. La sua propensione alla "poesia oggettuale" e visiva si esprime nelle collaborazioni con l’artista Mari Gorni (il video Dove portano le strade e le plaquette La festa della polvere e Alluminio) e con Elisa Vladilo per l’opera su stoffa La mia casa è un’automobile.

Fondamentale è il suo impegno nel preservare la memoria storica: con il compositore Pavle Merkù ha dato voce al dramma della Shoah attraverso la canzone per bambini Chicchi di riso (2003), dedicata alla Risiera di San Sabba, e ha esplorato la polifonia nelle Quattro canzonette profane (2005).

Già presidente dell’associazione Gruppo 85, Dedenaro è stato un pilastro della critica e della curatela triestina. Ha curato antologie fondamentali per mappare la poesia del confine, come Poeti triestini contemporanei (2001) e Di sole di sale e altre parole (2004), e ha organizzato il convegno dedicato a una figura cardine della cultura mitteleuropea come Roberto Bazlen. Come traduttore, ha curato le liriche di Fabjan Hafner dal tedesco e ha reso in italiano saggi e poesie dall'inglese, confermandosi un mediatore culturale d’eccezione.

Roberto Dedenaro rappresenta la sintesi perfetta tra il rigore della Mitteleuropa e l’apertura del Mediterraneo. La sua presenza è quella di un intellettuale che non teme di confrontarsi con la storia più cruda o con la fragilità dei "rumori insopportabili" del presente, trasformandoli in un atto di resistenza poetica che risuona lungo tutto l'asse che unisce Trieste a Baronissi.