Roque Dalton, il "poeta guerriero" di El Salvador, una delle figure più brillanti, tragiche e dissacranti della letteratura latinoamericana del Novecento:
Nato a San Salvador nel 1935, Roque Dalton Garcia è stato l'enfant terrible della cultura centroamericana. Figlio illegittimo di un facoltoso immigrato statunitense e di un'infermiera salvadoregna, visse sempre in bilico tra l'educazione d'élite ricevuta dai gesuiti e un'identificazione viscerale con le masse sfruttate del suo Paese. La sua vita fu un turbine di esilio, prigionia e fughe rocambolesche (si racconta che si salvò da una condanna a morte grazie a un terremoto che fece crollare le mura del carcere poco prima dell'esecuzione). Intellettuale rivoluzionario, visse in Messico, Cecoslovacchia e Cuba, diventando un punto di riferimento per la sinistra internazionale, pur mantenendo sempre uno spirito critico e un'ironia che lo rendevano "scomodo" anche per i suoi stessi compagni.
La sua poetica è caratterizzata da un "conversazionalismo irriverente". Dalton ruppe con la tradizione della poesia solenne e paludata per adottare un linguaggio quotidiano, tagliente e intriso di umorismo nero. In opere come La finestra nel volto, Taberna y otros lugares (Premio Casa de las Américas 1969) e il postumo Poemas clandestinos, la lotta politica non è mai separata dall'amore, dal sesso, dal cibo e dalla gioia di vivere. Per lui, la poesia doveva essere come il "pane di tutti", uno strumento di liberazione che non rinunciava alla bellezza ma rifiutava la noia. Celebre è la sua definizione della poesia come "un'arma carica di futuro" (ripresa da Gabriel Celaya), ma con il tocco tipico di Dalton: un'arma che sa anche ridere di sé.
Il destino di Roque Dalton fu segnato da un paradosso atroce. Tornato clandestinamente in El Salvador per unirsi alla lotta armata nell'ERP (Esercito Rivoluzionario del Popolo), non cadde per mano del regime che aveva combattuto per tutta la vita, ma fu giustiziato dai suoi stessi compagni di fazione nel 1975, vittima di paranoie interne e accuse infondate di essere una spia della CIA. In Italia, la sua riscoperta è stata alimentata dal lavoro di centri come la Casa della Poesia di Baronissi, che hanno contribuito a diffondere l'immagine di un uomo che ha dato la vita per le sue idee, ma che ha sempre rivendicato il diritto del poeta a non essere un soldato obbediente.
Oggi, Roque Dalton è il simbolo nazionale di El Salvador e uno dei poeti più amati dai giovani di tutta l'America Latina. La sua eredità risiede nella lezione che l'impegno civile non deve mai uccidere l'intelligenza e che la rivoluzione, per essere vera, deve avere il ritmo di una danza e il sapore della libertà assoluta. È il poeta che ha insegnato che "essere salvadoregni è un atto di fede", lasciandoci versi che continuano a bruciare di passione, onestà e un'indomabile speranza nel domani.
Casa della poesia è impegnata da anni a far conoscere in Italia l'opera di Dalton. Nel 2011 è stata pubblicata, da Multimedia Edizioni, un'ampia antologia dal titolo "Il cielo per cappello", curata da Emanuela Jossa e Irene Campagna.
