Saeed Soltanpur
IranFarsi

Saeed
Soltanpur

Biography

Saeed Soltanpur (1940–1981), poeta, regista teatrale e attivista iraniano, la cui vita e opera incarnano il dramma della libertà d'espressione in un Iran travolto da cambiamenti epocali.

Nato a Sabzevar nel 1940, Soltanpur è stato una delle figure più carismatiche della resistenza intellettuale iraniana. Sin da giovane, la sua attività si è divisa tra la parola scritta e il palcoscenico, fondando la compagnia teatrale Anjoman-e Te’atr-e Iran con l'obiettivo di portare il teatro fuori dalle accademie e renderlo uno strumento di consapevolezza popolare. La sua biografia è segnata da una persecuzione costante: durante il regime dello Scià Mohammad Reza Pahlavi, fu arrestato più volte dalla polizia segreta (SAVAK) a causa dei suoi versi e delle sue messe in scena considerate sovversive. Tuttavia, la caduta dello Scià non portò la libertà sperata; Soltanpur fu prelevato dalle forze di sicurezza della neonata Repubblica Islamica proprio il giorno del suo matrimonio, nell'aprile del 1981, e giustiziato nel carcere di Evin il 21 giugno 1981.

Con il suo "realismo rivoluzionario e corale", Soltanpur ha rifiutato l'ermetismo per una poesia che fosse "arma e pane", capace di dare voce alle masse oppresse e ai prigionieri politici. Il suo stile è epico, ritmico, intriso di una passione civile che trasforma il verso in un canto di battaglia. La sua raccolta più celebre, Dalle labbra del proiettile (Az Labe Goruleh), è un grido contro l'ingiustizia che ha circolato clandestinamente tra gli studenti e gli operai. In Italia, la sua eredità è onorata e diffusa dalla Casa della Poesia di Baronissi, che sta studiando e proponendo la sua poesia per sottolineare il sacrificio di chi paga con la vita il diritto alla parola. Multimedia Edizioni vuole contribuire a mantenere viva la sua memoria includendo i suoi testi in antologie dedicate alla resistenza e alla libertà.

Oggi, Saeed Soltanpur è ricordato come il "poeta del popolo" e il martire del teatro iraniano. La sua eredità risiede nella coerenza di un uomo che non ha mai smesso di denunciare l'oppressione, a prescindere dal colore politico di chi la esercitava. La sua scomparsa prematura resta una ferita aperta nella cultura persiana contemporanea, ma i suoi versi continuano a essere recitati e cantati nelle piazze, ricordandoci che, sebbene si possa uccidere un poeta, è impossibile mettere a tacere la verità che la sua poesia ha seminato nel cuore di una nazione.