Tone Pavček (1928–2011) è stato un gigante della cultura slovena, capace di incarnare l'anima stessa del suo popolo attraverso una vita dedicata alla parola e all'impegno civile. Laureato in giurisprudenza, ha segnato la storia dei media e dell'editoria nazionale lavorando a lungo nella redazione culturale della RTV slovena e come direttore della prestigiosa casa editrice Cankarjeva Založba. Il suo debutto poetico risale al 1953 con la celebre raccolta Pesmi štirih ("Liriche a quattro voci"), pubblicata insieme a Ciril Zlobec, Janez Menart e Kajetan Ković; il volume rimane una pietra miliare della letteratura slovena del dopoguerra, manifesto di un "intimismo" poetico che si opponeva ai canoni del realismo socialista. Da allora, Pavček ha costruito un percorso letterario vastissimo, coronato dal "Prešernova nagrada", il massimo riconoscimento nazionale per le arti. Tra le sue numerose raccolte si distinguono opere come Ujeti ocean (1964), Poganske hvalnice (1976), Dediščina (1983) e le riflessioni più tarde di Temna zarja (1996) e Upočasnitve (1998), oltre ai volumi di saggi Čas duše, čas telesa.
Uomo di straordinario coraggio civico, Pavček è stato Presidente della Lega degli scrittori sloveni negli anni cruciali del "disgelo" (gli anni '80) e fu lui, l'8 maggio 1989, a leggere pubblicamente la storica "Dichiarazione di Maggio", atto fondamentale per la rivendicazione della democrazia e della sovranità slovena. A questa passione civile ha sempre affiancato un'instancabile attività di traduttore, portando in Slovenia i grandi maestri russi (Jesenin, Majakovskij, Pasternak, Ahmatova, Cvetajeva, Brodskij), il poema georgiano di Rustaveli e il celebre Jama di Kovačić. La sua caratura intellettuale è stata riconosciuta anche in Italia, dove Arnaldo Bressan gli ha dedicato un saggio critico nel volume Le avventure della parola.
Il legame tra Tone Pavček e Casa della poesia è stato profondo e fraterno. Il poeta ha partecipato nel 1999 a "Napolipoesia" e nel 2004 agli storici "Incontri internazionali di poesia di Sarajevo", un momento di grande commozione dedicato alla memoria del suo caro amico Izet Sarajlić. In Italia Casa della poesia Ha contribuito a far conoscere l'essenza della sua ricerca: la celebrazione dell'istante, la saggezza della terra e la resilienza della bellezza nonostante i dolori della storia e della vita privata. Inserire Tone Pavček nei progetti di Casa della poesia significa onorare un maestro che ha insegnato che "se non c'è luce, bisogna accenderla", restando fedele a un'idea di poesia che è, al tempo stesso, confessione intima e baluardo di libertà per un intero popolo.
