Figlio d'arte e spirito cosmopolita, Tristan Cassir rappresenta all'interno di Casa della poesia l'evoluzione della parola scritta verso le nuove frontiere della performance e della multimedialità. Cresciuto in un ambiente intriso di cultura mediterranea e parigina, Tristan non si è limitato a ereditare una tradizione, ma ha saputo traghettarla nel presente, trasformando il verso in un'esperienza fisica e sonora capace di coinvolgere un pubblico giovane e trasversale.
La sua collaborazione con Casa della poesia inizia nel 2009, durante la storica rassegna "Napolipoesia nel Parco". In quell'occasione, Tristan è stato protagonista di una performance collettiva di grande impatto insieme a Michel Cassir e Claudia Christiansen. In questo "triangolo" artistico, la sua voce ha agito come un elemento di rottura e di ritmo, dimostrando come la poesia possa uscire dai libri per farsi evento, dialogo e improvvisazione. Per Tristan, l'atto poetico non si esaurisce nella lettura, ma accade nel contatto elettrico tra l'interprete e lo spettatore.
La figura di Tristan Cassir è emblematica per la capacità di Casa della poesia di rinnovarsi costantemente. Se i grandi maestri della Beat Generation o del rinnovamento libanese hanno tracciato le rotte, artisti come Tristan ne hanno esplorato i nuovi linguaggi, unendo la profondità della radice familiare a una sensibilità urbana e contemporanea. La sua partecipazione ai festival internazionali ha segnato un passaggio di testimone simbolico, ricordandoci che la poesia è una materia viva, capace di sporcarsi con la musica e il gesto senza perdere la sua urgenza umana.
La sua è una "biografia in movimento", la testimonianza di un artista che ha fatto del ritmo la propria bussola, portando sui palchi del mondo la prova che il verso, quando incontra il corpo, diventa un'arma di gioia e di condivisione universale.
