Vojka Đikić (Smiljanić) (1932–2008) è nata a Sanski Most nel 1932. È stata una delle figure intellettuali più limpide e coraggiose della ex-Jugoslavia, una donna che ha incarnato l'anima colta e resistente di Sarajevo. Traduttrice finissima dal francese, saggista e redattrice, ha vissuto l'assedio della sua città senza mai abbandonarla, trasformando la propria casa in un presidio di cultura e dignità umana. La sua scrittura si muove tra le macerie della storia con un'eleganza sobria e una precisione quasi chirurgica: nei suoi versi, la memoria non è un rifugio nostalgico ma un atto di testimonianza contro la barbarie e l'oblio. Il legame con Casa della poesia e Multimedia Edizioni è stato intenso nella Sarajevo post-guerra .La sua voce, pacata ma ferma, ha portato nei cuori degli spettatori l'eco di una Sarajevo che, nonostante le ferite, continuava a credere nella forza salvifica della parola e della fratellanza.
