Il legame con Wanda Coleman (1946–2013) testimonia la capacità della Casa della Poesia di essere un polo magnetico per le voci più potenti e autentiche della letteratura afroamericana, superando le distanze geografiche attraverso la condivisione dei libri e della parola. Nata a Watts, Los Angeles, nel 1946, Wanda Coleman è stata la voce fiera, dolente e necessaria della "L.A. Blues". La sua biografia è un atto di resistenza contro il razzismo, la povertà e l'emarginazione. La sua scrittura non cercava la grazia accademica, ma la verità cruda del jazz e del blues, trasformando l'ingiustizia sociale in una metrica serrata e implacabile. Sebbene non sia stata fisicamente presente agli eventi di Baronissi, Wanda Coleman è entrata a far parte della famiglia della Casa della Poesia attraverso una lunga e intensa corrispondenza, culminata nel dono generoso dei suoi volumi per la Biblioteca Internazionale di Casa della poesia. Il baricentro della sua opera risiede nella "poetica del grido urbano e dell'identità radicale": i suoi versi sono schegge di vita vissuta ai margini della "Città degli Angeli", dove il dolore diventa forza creativa. Inserire Wanda Coleman nell'antologia dei 30 anni significa onorare questa diplomazia poetica silenziosa fatta di lettere e libri donati, riconoscendo in lei una sorella di lotta che, dalle strade di Watts, ha scelto di far riposare le sue parole sugli scaffali di Multimedia Edizioni, nutrendo il "pane" della conoscenza universale con la sua indomita energia nera.
