Nata a Caracas nel 1954, Yolanda Pantin è una figura centrale della letteratura venezuelana, nota per una traiettoria poetica che si è evoluta dall'attivismo collettivo a una riflessione intima e metafisica sulla memoria e il territorio. Dopo aver studiato Lettere all'Università Cattolica Andrés Bello, Pantin ha segnato la scena culturale degli anni '80 fondando, insieme ad altri intellettuali, il gruppo letterario Tráfico, che si proponeva di rompere con il lirismo astratto per riportare la poesia nelle strade, utilizzando un linguaggio colloquiale e urbano. Tuttavia, la sua opera si è presto spostata verso un'esplorazione più complessa: il tema della casa familiare, le radici rurali (legate alla regione di Turmero) e la decadenza del paesaggio venezuelano diventano i pilastri di raccolte fondamentali come Correo del corazón, La canción fría e El hueso pélvico. La sua scrittura è caratterizzata da una precisione quasi chirurgica e da un'economia verbale che scava nel silenzio e nell'assenza. Nel 2017, ha ricevuto il XVII Premio Casa de América de Poesía Americana, per Lo que hace el tiempo e nel 2020, Pantin ha raggiunto l'apice del riconoscimento internazionale vincendo il Premio XVII García Lorca, diventando la seconda donna venezuelana a riceverlo. Il suo lavoro, che comprende anche libri per bambini e saggi critici, funge da testimonianza etica e poetica della crisi del suo Paese, trasformando il dolore collettivo in una riflessione universale sulla perdita e sulla resistenza della parola.
Ha partecipato nel 1999 a Napolipoesia. Incontri internazionali.
