Alon Altaras, è una delle voci più significative della letteratura israeliana contemporanea e un fondamentale mediatore culturale tra il mondo ebraico e quello italiano. Nato a Tel Aviv nel 1960, Alon Altaras incarna la figura dell'intellettuale errante e del traduttore di anime. Cresciuto in una Israele in piena trasformazione, ha saputo mantenere uno sguardo critico e poetico sulle complessità della sua terra d'origine. La sua formazione è profondamente europea: ha vissuto a lungo in Italia, in particolare in Toscana e nel Lazio, stabilendo un legame viscerale con la lingua e la cultura italiana. Questa doppia appartenenza lo ha reso non solo un raffinato poeta e romanziere, ma anche uno dei più prolifici e autorevoli traduttori dalla lingua italiana all'ebraico, portando in Israele le opere di giganti come Natalia Ginzburg, Pier Paolo Pasolini, Erri De Luca e Elena Ferrante.
La sua poetica è caratterizzata da una "nostalgia del presente" e da un'attenzione quasi chirurgica verso i dettagli del quotidiano che rivelano le fratture della Storia. Nelle sue raccolte di poesie e nei suoi romanzi, come Il vestito nero di Odelia, La vendetta di Maricika e Nostro figlio, Altaras esplora il tema dell'identità, dell'esilio (scelto o subito) e della memoria familiare. La sua scrittura è asciutta, priva di retorica, intrisa di un'ironia sottile che serve a mitigare la durezza della realtà mediorientale. Per lui, la parola è un ponte: un modo per far dialogare la luce accecante di Israele con le ombre e le sfumature della cultura mediterranea europea.
Oltre alla produzione creativa, Altaras è un instancabile operatore culturale. La sua presenza ai festival internazionali non è mai solo formale; Alon è un narratore orale magnetico, capace di spiegare le sfumature della lingua ebraica e le contraddizioni politiche del suo Paese con una lucidità rara. Il suo lavoro di traduzione gli è valso prestigiosi riconoscimenti, tra cui il Premio del Ministero della Cultura israeliano per la traduzione letteraria, a conferma del suo ruolo di ambasciatore delle lettere italiane in Israele.
Oggi, Alon Altaras continua a vivere tra i suoi due mondi, scrivendo e traducendo con la convinzione che la letteratura sia l'unico territorio dove i confini possono essere attraversati senza passaporto. La sua eredità risiede nella capacità di aver creato un linguaggio comune tra due sponde del Mediterraneo, dimostrando che, nonostante le distanze geografiche e politiche, il dolore, l'amore e la ricerca della verità parlano una lingua universale che la poesia ha il dovere di custodire.
Alon Altaras ha partecipato a "Il cammino delle comete" (Pistoia) nel 2005.
