Andrea Garbin
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Andrea
Garbin

Biography

Nato a Desenzano del Garda nel 1976 e radicato a Castel Goffredo (Mantova), Andrea Garbin incarna la figura del poeta-attivista, capace di trasformare la parola in un’azione collettiva che attraversa la provincia italiana per connettersi alle rotte internazionali. Il suo percorso inizia con la Confraternita dell'uva, ma è l'incontro avvenuto nel 2007 a Montichiari con Jack Hirschman a segnare una svolta decisiva. Da quel momento, Garbin diventa un catalizzatore di energie, portando nel cuore della Lombardia voci del calibro di Agneta Falk, Neeli Cherkowski, Paul Polansky e Dave Lordan, in una serie di performance che fondono poesia, musica e teatro.

Questa spinta vitale sfocia nel 2010 nella creazione del Movimento dal Sottosuolo, un collettivo artistico multidisciplinare che rivendica la necessità di una poesia d’assalto, presentata ufficialmente attraverso un Manifesto a Montichiari e nelle storiche Giubbe Rosse di Firenze. La sua produzione letteraria spazia da Il senso della musa a Lattice, fino ai cruciali Canti di Confine: testi di forte impegno civile e politico che hanno varcato l'oceano, pubblicati negli Stati Uniti proprio con la traduzione di Hirschman.

Sperimentatore instancabile, Garbin ha unito la tradizione locale all'avanguardia globale attraverso il progetto Dialectos, traducendo nel dialetto mantovano-lombardo autori come Fernando Arrabal e Joumana Haddad. La sua ricerca non si ferma alla pagina: co-fondatore della compagnia Teatro Scariolante, ha collaborato con il Living Theatre e ha incrociato i percorsi dell'Odin Teatret, portando la parola poetica verso una dimensione scenica, fisica e "scariolante".

Il legame con il progetto di Salerno è per Andrea Garbin una questione di affinità elettive e militanza condivisa. Curatore di edizioni storiche (come quella di Beppe Costa) e promotore instancabile della "rete internazionale", Garbin rappresenta l'erede naturale di quella stagione Beat e d’impegno che Casa della poesia coltiva da decenni, che non aspetta la cultura nei palazzi, ma la costruisce nelle piazze, nei caffè e lungo i confini, mantenendo vivo il fuoco di una poesia che non smette mai di essere "resistenza".