Ante Zemljar è una figura eroica e tormentata della letteratura croata, la cui vita e opera sono indissolubilmente legate alla resistenza, al mare Adriatico e alla memoria delle tragedie del Novecento:
Nato nel 1922 a Pag (Pago), sull'omonima isola della Dalmazia, Ante Zemljar è stato un poeta, scrittore, saggista e partigiano che ha incarnato l'etica della testimonianza. Giovanissimo, durante la Seconda Guerra Mondiale, si unì alla lotta antifascista contro l'occupazione nazifascista e il regime degli Ustascia. Tuttavia, il capitolo più oscuro e trasformativo della sua vita avvenne dopo la guerra: nel 1949, a causa dei contrasti politici all'interno del blocco comunista (il periodo del "Kominform"), fu arrestato e deportato nel famigerato campo di rieducazione di Goli Otok (l'Isola Calva). I cinque anni trascorsi in quel "inferno di pietra" segnarono profondamente la sua psiche e divennero il fulcro morale della sua produzione letteraria, spingendolo a scrivere per non permettere che l'orrore cadesse nell'oblio.
La poetica di Zemljar si muove tra due poli: la bellezza aspra e solare della sua isola natale e l'oscurità del trauma carcerario. Le sue raccolte di versi e le sue prose, come Orme sulla scogliera o il potente libro di memorie Inferno a Goli Otok, sono caratterizzate da un linguaggio scabro, quasi minerale, che riflette la durezza della pietra carsica e la resilienza dello spirito umano. Zemljar non cercava la vendetta, ma la verità: la sua scrittura è un atto di dignità contro la deumanizzazione. È stato anche un instancabile promotore della cultura della sua isola, dedicando studi e poesie alle tradizioni dei pescatori e alla luce unica del Quarnero, dimostrando come la poesia possa essere al contempo un atto di resistenza politica e un canto d'amore per le proprie radici.
Oltre alla letteratura, Zemljar è stato un intellettuale attivo nel dialogo interadriatico, mantenendo ponti culturali anche con l'Italia e partecipando a numerosi incontri internazionali di poesia. Vincitore di diversi premi letterari in Croazia e nell'ex Jugoslavia, la sua figura è oggi celebrata come quella di un "giusto" che ha saputo mantenere la propria integrità morale attraverso le tempeste ideologiche del secolo scorso. Scomparso a Zagabria nel 2004, lascia un'eredità di parole che pesano come pietre e che continuano a ricordare al mondo il valore inestimabile della libertà individuale e della memoria collettiva.
Con Casa della poesia ha partecipato a "Poesia contro la guerra" (1999) e "Lo spirito dei luoghi. Incontri internazionali di poesia" (2000), "Incontri internazionali di poesia di Sarajevo" (2003).
Dalla redazione di Multimedia Edizioni:
Ante Zemljar non è riuscito a vincere la sua ultima battaglia e in una calda notte di agosto del 2004, ci ha lasciato. Rimangono nella memoria i suoi racconti ossessivi su Goli Otok, le sue belle poesie e le canzoni cantate a squarciagola, la sua energia e la sua forza da vero ed eterno combattente. Siamo onorati di avergli potuto regalare una delle ultime gioie pubblicando nel 2002, il "suo" libro "L'inferno della speranza", di averlo avuto nostro ospite a Casa della poesia e in alcune nostre manifestazioni. Purtroppo un altro mattone ideale della Casa della poesia viene a mancare. Addio vecchio caro Comand'Ante!
