Biancamaria Frabotta
Foto: Andrea Pecchioli
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Biancamaria
Frabotta

Biography

Bianca Maria Frabotta (1946 – 2022) è stata una delle intellettuali più fini, appassionate e rigorose del secondo Novecento italiano. Poetessa, critica letteraria e accademica, la sua figura è indissolubilmente legata alla rivendicazione di una voce femminile forte, colta e mai subalterna, capace di dialogare con la grande tradizione e con le inquietudini della modernità.

Nata a Roma, dove è stata per decenni professoressa ordinaria di Letteratura Italiana Contemporanea alla "Sapienza", Bianca Maria Frabotta ha segnato la cultura italiana sin dagli anni Settanta. Curatrice della storica antologia Donne in poesia (1976), ha aperto la strada a una nuova consapevolezza della scrittura femminile. La sua opera poetica — da Affeminata (1976) a Il rumore bianco (1982), fino a La viandanza (1995, Premio Montale) e Risvegli (2015) — si distingue per un'eleganza classica innervata da una tensione conoscitiva ed etica. Studiosa di Ungaretti e dei poeti del Novecento, ha saputo unire la precisione della ricerca filologica alla libertà dell'invenzione lirica.

Bianca Maria Frabotta è stata una "testimone della presenza" nel senso più alto del termine e ha rappresentato il punto di equilibrio tra il rigore accademico e la passione civile che anima Casa della poesia, un'interlocutrice capace di leggere la poesia internazionale (dagli americani agli europei) con una profondità che solo chi abita quotidianamente i testi può possedere.

La sua partecipazione nel 2004 a "Il cammino delle comete" e nel 2005 agli "Incontri internazionali di poesia di Sarajevo" è stata segnata da una parola limpida, ferma, che rivendicava per la poesia un ruolo di "viandanza" e di scoperta perenne.

La sua presenza è un omaggio a una donna che ha fatto della letteratura una forma di vita. Per la Frabotta, la poesia non è un rifugio, ma un esporsi al "rumore bianco" del mondo per trovarvi un senso, una misura, una bellezza che non sia fuga dalla realtà, ma sua suprema comprensione. La sua scrittura ci ricorda che il poeta è colui che sa restare sveglio, testimoniando i risvegli dell'anima e della storia.