Bisera Alikadić è una delle voci più libere, urbane e anticonformiste della letteratura bosniaca contemporanea.
Nata nel 1939 a Podhum, presso Livno, ma legata indissolubilmente alla città di Sarajevo dove ha trascorso quasi tutta la vita, Bisera Alikadić è una poetessa e scrittrice che ha rivoluzionato la figura della donna nella letteratura balcanica. In un contesto spesso dominato da toni epici o patriarcali, lei ha introdotto una modernità vibrante, fatta di vita quotidiana, desiderio e indipendenza. Ha lavorato per anni come bibliotecaria, coltivando parallelamente una produzione letteraria vastissima che spazia dalla poesia per adulti a quella per bambini, fino al romanzo.
La sua poetica è caratterizzata da un'ironia sottile e da una profonda onestà emotiva. È stata tra le prime autrici in Bosnia a parlare apertamente del corpo femminile, della solitudine urbana e dei piccoli dettagli dell'esistenza con un linguaggio colloquiale ma raffinatissimo. Durante il tragico assedio di Sarajevo (1992-1995), la sua voce è rimasta ferma e coraggiosa: non ha abbandonato la città, continuando a scrivere versi che testimoniavano la resistenza dello spirito umano contro l'orrore. Raccolte come Larve e Canto notturno mostrano questa transizione dalla solarità dell'io alla durezza della sopravvivenza.
"Madre nobile" della poesia bosniaca, vincitrice di numerosi premi nazionali, resta un simbolo di eleganza intellettuale e di fedeltà alle proprie radici urbane, dimostrando che la poesia può essere, allo stesso tempo, un atto di estrema fragilità e di indistruttibile forza.
Vive a Sarajevo dove nel 2002 ha partecipato alla prima edizione degli Incontri internazionali di poesia curati da Casa della poesia in ricordo di Izet Sarajlić.
