Bjanka Alajbegović, nata a Sarajevo nel 1983, è una delle voci più intense e significative della letteratura bosniaca contemporanea, capace di incarnare una Bosnia giovane, colta e profondamente europea.
Laureata in lingue e letterature locali presso la Facoltà di Filosofia di Sarajevo, ha esordito nel panorama poetico con la raccolta Tra i due (2005), seguita da Saturnalie cardiache (2019) e dalla partecipazione a importanti rassegne come gli Incontri internazionali di poesia di Sarajevo del 2007.
Membro del Centro P.E.N. della Bosnia ed Erzegovina, l'autrice affianca alla scrittura un rigoroso impegno critico nel progetto "Sala di lettura femminile", focalizzandosi sull'epistemologia femminista.
La sua poetica, definita come un "minimalismo dell'anima", rifugge la retorica per esplorare l'identità, la memoria familiare e la fragilità dei legami attraverso immagini nitide e silenzi carichi di significato.
Per Alajbegović, la parola è uno strumento di "pulizia interiore" e di resistenza etica: vivendo e lavorando nella sua città natale, trasforma l'osservazione della luce su una Sarajevo ferita ma vitale in un atto di protezione dell'umano contro l'indifferenza della Storia, custode della verità dei sentimenti anche in un mondo frammentato.
