Gabriel Okoundji
Foto: Salvatore Marrazzo
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Gabriel
Okoundji

Biography

Gabriel Mwènè Okoundji è una delle voci più potenti e originali della letteratura africana contemporanea, capace di fondere la sapienza ancestrale del Congo con la profondità della lirica europea.

Nato a Okondo nel 1962, nel cuore del bacino del Congo, Okoundji appartiene alla stirpe dei Tegue-Alima. La sua formazione è duplice: da un lato l'iniziazione ai misteri della parola e della terra trasmessa dai suoi "maestri della parola" (come lo zio materno Mwènè), dall'altro gli studi accademici in Francia, a Bordeaux, dove si è stabilito per esercitare la professione di psicologo clinico. Questa doppia appartenenza fa di lui un "uomo della soglia", un mediatore culturale che abita il mondo come un ponte tra il soffio degli antenati e la modernità occidentale. Per la sua opera ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti, tra cui il Grand Prix littéraire d’Afrique noire (2010) e il Prix Heredia dell'Académie française, confermandosi come un custode universale della memoria dei popoli.

La sua poetica è definita "lirismo cosmico e iniziatico". Okoundji non scrive semplicemente poesie, ma tesse canti che interrogano il destino dell'uomo, il legame con la terra-madre e il dialogo ininterrotto con chi non c'è più. La sua lingua è densa, ritmica, intrisa di una sacralità che trasforma la lettura in un rito. In Italia, la sua figura è stata presentata da Casa della Poesia di Baronissi, e la sua presenza carismatica ha lasciato un segno indelebile.

Oggi, Gabriel Mwènè Okoundji è ricordato come il "poeta della parola feconda". La sua eredità risiede nell'aver dimostrato che l'identità non è un recinto chiuso, ma un orizzonte aperto dove la saggezza del villaggio africano può parlare al cuore dell'Europa in crisi. La sua voce continua a ricordarci che "essere è abitare il mondo con la parola", invitandoci a ritrovare il nostro posto nell'ordine del cosmo attraverso la grazia e il rigore del verso. La sua opera resta una bussola per chiunque cerchi, nel caos della contemporaneità, un sentiero che conduca verso l'essenziale.

Nel 2009 ha preso parte a Napolipoesia nel parco.