Juan Octavio Prenz
Foto: Andrea Pecchioli
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Juan Octavio
Prenz

Biography

Juan Octavio Prenz (1932–2019) è stato una delle figure più affascinanti e "ponte" della letteratura contemporanea, un autore che ha vissuto tra due mondi facendo della frontiera la sua unica vera patria.

Nato a La Plata (Argentina) nel 1932, figlio di immigrati istriani, Prenz ha percorso il cammino inverso dei suoi antenati. La sua biografia è un cerchio che si chiude tra le sponde dell'Atlantico e dell'Adriatico: dopo aver vissuto la giovinezza in Argentina, nel 1962 si trasferì a Belgrado e infine, nel 1975, scelse Trieste come sua dimora definitiva. Professore di letteratura spagnola e ispano-americana, traduttore magistrale e saggista, Prenz è stato il punto d'incontro vivente tra la cultura sudamericana e quella mitteleuropea. La sua vita è stata una costante negoziazione tra le pampas e il Carso, tra lo spagnolo e le lingue slave, rendendolo un cittadino del mondo nel senso più nobile e profondo del termine. Si è spento a Trieste nel 2019, lasciando un'eredità di saggezza e ironia.

La scrittura di Prenz è caratterizzata da una precisione quasi chirurgica, venata da un umorismo malinconico tipicamente triestino e da una struttura narrativa che richiama il realismo magico, ma depurato da ogni esotismo. Il suo capolavoro narrativo, La nave di fango, esplora proprio il tema dell'identità frammentata. In Italia, il suo legame con la Casa della Poesia di Baronissi è stato intenso e si è concretizzato in festival e incontri.

Juan Octavio Prenz è ricordato come un "maestro del confine". La sua eredità risiede nell'aver dimostrato che l'esilio non è una perdita, ma un arricchimento, una lente speciale per guardare il mondo senza pregiudizi geografici. La sua voce continua a sussurrarci che siamo tutti fatti di storie stratificate e che la poesia è l'unico linguaggio capace di tenere insieme i pezzi di una vita divisa tra due oceani. La sua figura resta quella di un sapiente gentile che, con il suo eterno sigaro e il suo sguardo acuto, ha insegnato a generazioni di lettori che la vera casa non è un luogo, ma la lingua in cui decidiamo di amare e di ricordare.

Nel 2019 ha ricevuto il prestigioso Premio Nonino.

Nel 2004 è stato tra i protagonisti degli Incontri internazionali di poesia di Sarajevo e nel 2005 de "Il cammino delle comete" a Pistoia.