Lucija Stupica
Foto: Zquid, CC BY-SA 4.0
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Lucija
Stupica

Biography

Lucija Stupica, nata nel 1971 a Lubiana, è cresciuta in un ambiente intriso di estetica e rigore formale. Architetto di formazione, ha saputo trasferire la sensibilità per le proporzioni, i volumi e i materiali dalla progettazione degli edifici alla costruzione del verso. Il suo esordio nel 2001 con la raccolta Cielo di vetro (Čelo na steklu) è stato folgorante, facendole vincere immediatamente il premio per il miglior debutto alla Fiera del Libro di Lubiana. Da allora, la sua carriera si è mossa su un binario internazionale, portandola a vivere per lunghi periodi in Svezia, un'esperienza di "esilio volontario" e di confronto con il paesaggio nordico che ha profondamente segnato la sua maturità espressiva.

La sua poetica è caratterizzata da una "geometria dei sentimenti". Stupica scrive poesie che somigliano a stanze vuote dove la luce entra lateralmente, rivelando la polvere della memoria e la fragilità dei legami. Non c'è spazio per il sentimentalismo facile; ogni parola è posata come una pietra in un equilibrio precario tra il visibile e l'invisibile. Per lei, la poesia è un modo per "abitare" il mondo, per trovare un centro di gravità in una realtà fatta di spostamenti, valigie e addii.

Oltre alla scrittura, Lucija Stupica è un'infaticabile operatrice culturale. È stata tra i fondatori del festival Pranger, un evento unico in Slovenia dedicato alla critica della poesia, dimostrando un impegno raro nella riflessione teorica sul fare poetico. In Italia, la sua figura è legata alla Casa della Poesia di Baronissi, che ne ha valorizzato la voce, riconoscendo in lei una delle eredi più autorevoli della grande tradizione slovena (da Dane Zajc a Edvard Kocbek), ma con una sensibilità europea e cosmopolita del tutto originale. Le sue letture sono note per una tensione composta, dove il silenzio tra i versi ha lo stesso peso delle parole pronunciate.

Oggi, Lucija Stupica vive tra la Slovenia e la Svezia, continuando a essere un ponte tra la cultura mitteleuropea e quella scandinava. La sua eredità risiede nella lezione che la poesia è una forma di "resistenza spaziale": in un mondo che corre e dimentica, il verso ferma l'istante, costruisce una casa temporanea e ci permette di guardare attraverso il "vetro" della nostra esistenza con una chiarezza nuova e, a tratti, abbagliante.


Lucija Stupica è stata ospite di Casa della poesia nella primavera 2012 nell'ambito di un progetto di "poeti in residence". Ha preso parte sempre nel 2012 alla manifestazione "La poesia resistente! Incontri internazionali" (Salerno).