Milo De Angelis
Foto: Viviana Nicoldemo
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Milo
De Angelis

Biography

La presenza di Milo De Angelis nei progetti di Casa della poesia rappresenta l'incontro con la "poesia dell'essenziale", quella che abbandona il superfluo per scendere nel sottosuolo dell'esistenza, tra le ombre dei cortili milanesi e il silenzio dei campi sportivi, dove la vita si gioca in un istante definitivo.

Nato a Milano nel 1951, Milo De Angelis ha segnato una linea di confine con l'esordio folgorante di Somiglianze (1976), imponendosi come il capofila di una nuova oggettività che rifiutava sia l'ermetismo che lo sperimentalismo fine a se stesso. La sua opera — da Millimetri (1983) a Tema dell'addio (2005), fino a Quell'andarsene nel buio dei cortili (2010) — è un'indagine spietata sulla finitezza, sull'incontro con l'altro e sulla morte, condotta con una lingua contratta, oracolare, carica di una tensione tragica che affonda le radici nei classici greci (da lui magistralmente tradotti).

Milo De Angelis incarna la figura del "poeta del rigore". La sua partecipazione agli eventi e la sua vicinanza a Casa della poesia hanno portato una dimensione di ascolto assoluto. In lui, Casa della poesia ha riconosciuto il custode di una parola che non "intrattiene", ma "accade": un evento etico che richiede al lettore e all'ascoltatore una presenza totale. La sua voce, scarna e profonda, ha risuonato negli spazi di Casa della poesia e in eventi come quello di Sarajevo come un richiamo alla responsabilità del dire.

De Angelis implode verso il nucleo radioattivo della parola; per lui, la poesia è "un colpo di dadi", un momento di grazia o di condanna che avviene nel battito di un ciglio, tra le mura di una stanza o lungo la linea di gesso di un campo di atletica.

Il poeta ha preso parte agli Incontri internazionali di poesia di Sarajevo, organizzati da Casa della poesia, nell'ottobre 2006 ed è stato ospite della Casa nel febbraio 2007 e nel 2016.