Yvon Le Men è una delle voci più pure, fraterne e itineranti della poesia francese contemporanea, il bardo della Bretagna che ha fatto dell'ascolto degli altri la sua unica patria. Nato nel 1953 a Tréguier, nelle terre selvagge e ventose della Bretagna, Yvon Le Men ha scelto giovanissimo di vivere "di e per" la poesia. Rifiutando le carriere convenzionali, ha fatto della parola il suo mestiere itinerante, diventando un moderno trovatore che attraversa il mondo per leggere i suoi versi nelle scuole, negli ospedali, nelle fabbriche e nei teatri. La sua figura è indissolubilmente legata al festival "Etonnants Voyageurs" di Saint-Malo, di cui è stato uno dei pilastri, promuovendo una visione della letteratura come viaggio perenne verso l'incontro con l'altro.
La sua poetica è caratterizzata da una "fraternità luminosa e quotidiana". Le Men non scrive per astrazioni; la sua poesia nasce dal contatto diretto con la terra e con le persone che la abitano. In raccolte fondamentali come L'Écho des villes, Le Pays derrière le chagrin e Un ticket pour l'exil, il suo verso è breve, ritmato dal respiro e dal passo del camminatore. La sua è una lingua che cerca la semplicità assoluta per toccare le corde più profonde dell'umano: il dolore della perdita, la bellezza della natura e la dignità dei "piccoli". Per lui, la poesia è "una mano tesa nel buio", un modo per rompere l'isolamento in cui la società moderna ci costringe.
Oltre alla produzione lirica, Yvon Le Men è un maestro della poesia-reportage. Ha trascorso lunghi periodi in quartieri difficili o in regioni segnate dai conflitti per raccontare, in versi, la realtà che i media spesso dimenticano. In Italia, è un ospite d'onore e un amico fraterno della Casa della Poesia di Baronissi, dove la sua presenza carismatica e la sua capacità di emozionare il pubblico attraverso la lettura ad alta voce hanno lasciato un segno indelebile. Nel 2019 ha ricevuto il prestigioso Prix Goncourt de la Poésie per l'insieme della sua opera, un riconoscimento che ha consacrato il suo ruolo di "poeta del popolo" nel senso più nobile del termine.
Oggi, Yvon Le Men vive a Lannion, ma continua a viaggiare ovunque ci sia bisogno di una parola che curi e che unisca. La sua eredità risiede nella lezione che la poesia non è un lusso per pochi, ma un bisogno primario come l'acqua o il pane. È il poeta della "speranza ostinata", colui che ci insegna che, finché avremo la forza di raccontarci le nostre storie, il mondo resterà un luogo in cui è possibile abitare.
Per Casa della poesia ha partecipato a "Salernopoesia" nel 2004 e agli Incontri di Sarajevo nel 2005.
