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04/04/2011

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Xevahir Spahiu
La poesia di Xhevahir Spahiu è un richiamo alla libertà, colei che è stata tolta per lungo tempo. E’ un urlo contro l’orrore della prigionia. Quest’immagine richiama sempre il mito di Costantino che continuava a vagare anche dopo la morte. La prigione quindi s’allunga dalla vita alla morte. La vita è vista come un frammento di solitudine dalla quale non si può liberare. La desolazione è l’unica via possibile. Pure l’amore è visto come un “lutto”, perchè amarsi vuol dire cancellarsi e mangiare il cuore l’un l’altro.Nota della sua poesia quindi rimane il pessimismo verso la gente, verso i sogni mai realizzati, verso la libertà sempre cercata e mai raggiunta, verso la morte…che è l’unica via continua e sola.

Anila Resuli
Xhevahir Spahiu è nato a Malind, un villaggio nel distretto di Skrapari, Albania. Ha studiato letteratura albanese presso l’Università di Tirana, dove si è laureato nel 1967. Da allora ha lavorato come giornalista, insegnante, editore, poeta e drammaturgo. Ha subito condanne e censure dal regime albanese di Enver Hoxha, accusato di esistenzialismo. È considerato uno dei maggiori poeti albanesi contemporanei e a partire dagli anni ’90 è a capo dell’Unione degli Scrittori albanesi. Le... xhevahir-spahiu-1