Charles Bukowski
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Charles
Bukowski

Death of an idiot

Biography

Charles Bukowski (1920–1994), il "vecchio sporcaccione" della letteratura americana che ha trasformato il degrado, l'alcol e il fallimento in una forma di poesia brutale e purissima. Nato Heinrich Karl Bukowski in Germania nel 1920 e cresciuto a Los Angeles, la sua vita è stata segnata da un'infanzia di abusi paterni e da una giovinezza passata ai margini della società. La sua biografia è un inno alla sopravvivenza sotterranea: per decenni ha svolto lavori umili e massacranti — celebre il suo impiego come smistatore alle poste — vivendo in pensioni economiche tra sbornie colossali, scommesse all'ippodromo e relazioni turbolente. La fama arrivò tardi, solo dopo i cinquant'anni, grazie all'editore John Martin della Black Sparrow Press, che gli offrì uno stipendio a vita per permettergli di scrivere a tempo pieno. Morì a San Pedro nel 1994, lasciando un'eredità di migliaia di poesie e sei romanzi che hanno ridefinito il concetto di "realismo sporco".

Con la sua "poetica del marciapiede e della verità anti-intellettuale", Bukowski ha spogliato la poesia di ogni metafora preziosa e di ogni accademismo, usando un linguaggio colloquiale, crudo e spesso volgare per raccontare la vita di chi non ha voce: i perdenti, i derelitti, gli emarginati. Il suo alter ego letterario, Henry Chinaski, attraversa i suoi libri incarnando l'onestà di chi non ha più nulla da perdere e guarda il mondo con un misto di cinismo e tenerezza disperata.

In Italia, la sua influenza è stata devastante e bellissima, diventando un punto di riferimento per la Casa della Poesia e per chiunque creda che la poesia debba nascere nelle viscere e non nelle biblioteche.

Charles Bukowski è un'icona della controcultura mondiale. La sua eredità risiede nell'aver dimostrato che "la poesia è ciò che accade quando non accade nient'altro", e che non serve essere istruiti per essere profondi. La sua voce continua a scuotere i lettori con il suo invito a "non provare" (don't try) se non si ha il fuoco dentro, ricordandoci che la scrittura è un atto di espulsione necessaria, un modo per non impazzire in un mondo che ci vorrebbe tutti uguali. La sua figura resta quella di un uomo che, con una sigaretta accesa e una macchina da scrivere, ha saputo trasformare la propria "anima bucata" in un mosaico di verità universale, insegnandoci che c'è una strana, invincibile dignità nel saper perdere con stile.

Casa della poesia si è occupata più volte di Charles Bukowski e della sua poesia, in diverse manifestazioni e in seminari di studio.

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