Ferida Duraković
Foto: Dženat Dreković
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Ferida
Duraković

Biography

Ferida Duraković, è una delle voci più limpide e coraggiose della Sarajevo contemporanea, nota per la sua capacità di trasformare il dolore della guerra in una saggezza ironica e profondamente umana:

Nata nel 1957 a Olovo, in Bosnia-Erzegovina, Ferida Duraković si è formata culturalmente a Sarajevo, dove si è laureata in Lettere e dove ha scelto di restare anche nei momenti più bui della storia recente. Poetessa, scrittrice per l'infanzia, giornalista e attivista, ha diretto per anni il PEN Centre della Bosnia-Erzegovina, diventando un punto di riferimento per la libertà di espressione nei Balcani. La sua vita è stata segnata in modo indelebile dai quasi quattro anni dell'assedio di Sarajevo (1992-1995), un'esperienza che ha trasfigurato la sua scrittura da una dimensione lirica e giovanile a una testimonianza civile di rara potenza.

La sua poetica è un mix unico di disincanto e resistenza. Ferida rifiuta la retorica eroica della guerra per concentrarsi sui dettagli minimi della sopravvivenza: la mancanza d'acqua, la paura del cecchino, ma anche la persistenza della bellezza e dell'amicizia tra le macerie. Raccolte come Il cuore di Sarajevo (pubblicata in Italia e negli USA) mostrano una lingua scarna, quasi ferita, che però non perde mai il senso dell'ironia, usata come scudo contro la disperazione. Per lei, la poesia non è un esercizio astratto, ma un modo per "restare umani" quando tutto intorno spinge verso la brutalità.

"Scrivere è l'unico modo che conosco per non lasciare che il buio abbia l'ultima parola."

Oltre alla produzione per adulti, è una celebrata autrice di libri per bambini, convinta che l'educazione alla bellezza sia la prima forma di prevenzione contro l'odio.

Ferida Duraković è una presenza storica e amatissima di Casa della Poesia di Baronissi; le sue letture, cariche di una grazia sobria e di una forza morale immensa, hanno commosso il pubblico di numerosi festival. Vincitrice di premi internazionali e tradotta in molte lingue, resta oggi un simbolo della Sarajevo che non si è arresa, una intellettuale che continua a lottare per una società multiculturale e pacifica.