Jochen Kelter, il poeta del "confine" e della coscienza europea. Nato a Colonia nel 1946, Jochen Kelter è una delle figure più autorevoli della letteratura di lingua tedesca, capace di unire l'impegno civile a una lirica di estrema precisione. Dopo studi tra Germania e Francia, si è stabilito in Svizzera, sulle rive del Lago di Costanza. Questa posizione geografica "tra le nazioni" è diventata la cifra della sua anima: Kelter è un intellettuale europeo nel senso più profondo, un traduttore di culture e un difensore instancabile dei diritti degli scrittori, avendo guidato per anni importanti organismi letterari internazionali.
La sua poetica è una "resistenza della parola", Kelter scava nel quotidiano per rintracciarvi le ferite della Storia e le fragilità dell'esistenza moderna. Il suo stile è asciutto, privo di decorativismi, guidato da una "malinconia critica" che non scivola mai nel pessimismo, ma cerca sempre una verità nuda. Per lui, la poesia è un atto di onestà: un modo per proteggere il linguaggio dall'omologazione e per testimoniare il tempo che resta con dignità e lucidità.
Vincitore di numerosi premi in Svizzera e Germania, resta oggi un custode della memoria e della libertà, un poeta che osserva il mondo dalla riva del lago ricordandoci che i veri confini sono solo quelli che imponiamo al nostro pensiero.
