Lance Henson, una delle voci più potenti e mistiche della letteratura nativa americana contemporanea, capace di coniugare l'attivismo politico con una spiritualità ancestrale:
Nato nel 1944 a Washington D.C. ma cresciuto dai nonni nelle praterie delOklahoma, l'Lance Henson è un membro della nazione Cheyenne (Tsitsistas). La sua formazione è un incrocio di mondi: dopo aver servito nel Corpo dei Marines durante la guerra del Vietnam — esperienza che ha segnato profondamente la sua visione critica dell'imperialismo — si è laureato in Scrittura Creativa presso l'Università di Tulsa. Henson non è solo un poeta, ma un "Dog Soldier" (Guerriero Cane) della tradizione Cheyenne, un ruolo che lo impegna ritualmente alla protezione della propria cultura e alla testimonianza della verità storica del suo popolo.
La sua poetica è caratterizzata da una brevità folgorante, influenzata sia dai canti rituali nativi sia dall'haiku giapponese. Henson scrive quasi esclusivamente in versi liberi, spesso senza punteggiatura o maiuscole, per riflettere un flusso di coscienza che non separa l'uomo dalla natura. Le sue poesie sono popolate da simboli costanti: il coyote, il vento, il sangue, la neve e le ossa degli antenati. Raccolte come Keeper of Arrows, A Cheyenne Sketchbook e Another Song for America denunciano il genocidio culturale subito dai nativi americani, ma celebrano al contempo la sopravvivenza di una cosmologia che vede il sacro in ogni elemento del creato.
Henson è un vero "nomade globale": dagli anni '80 ha vissuto a lungo in Europa, stabilendosi per periodi significativi in Italia (tra la Toscana e l'Emilia), dove è diventato ospite abituale di festival di poesia. La sua presenza scenica è magnetica: le sue letture sono spesso accompagnate da canti tradizionali e dal suono del flauto, trasformando l'evento letterario in un rito collettivo. Ha rappresentato i popoli indigeni presso le Nazioni Unite a Ginevra, portando la questione dei diritti umani su un piano poetico e universale.
Oggi, Lance Henson è considerato un ponte vivente tra il passato pre-coloniale e il futuro post-industriale. La sua opera, tradotta in oltre venticinque lingue, resta una delle testimonianze più lucide di come la parola possa essere "medicina", uno strumento per guarire le ferite della storia e riconnettere l'essere umano al ritmo della terra. La sua eredità è quella di un guerriero che ha sostituito le armi con i versi, senza mai smettere di combattere per la dignità del suo popolo e della natura stessa.
Quello di Henson è un «Canto di rivoluzione» vibrato con una potenza ancestrale capace di abitare il sussurro.
Nella primavera del 2000, organizza il primo Words From the Edge, in quattro paesi europei con i poeti: Apirana Taylor, maori della Nuova Zelanda, Memchoubi, dalla Nazione Meitei dell'India, con Lance che rappresenta il popolo Cheyenne. Questi poeti sono stati ospiti di Casa della poesia.
