Abdulah Sidran
Foto: Pier Paolo Iagulli
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Abdulah
Sidran

Biography

Abdulah Sidran (Hadžići, 1944 – Sarajevo, 2024) è stato il custode morale della memoria bosniaca e una delle personalità più carismatiche della letteratura e della cinematografia contemporanee.

Nato alle porte di Sarajevo, ha trasformato la capitale bosniaca nel baricentro della sua intera produzione, diventandone il "personaggio mitico" e l'interprete più profondo.

Membro dell'Accademia delle Scienze e delle Arti della Bosnia ed Erzegovina e candidato maestro di scacchi, Sidran ha segnato la storia del cinema internazionale come sceneggiatore dei primi capolavori di Emir Kusturica, Ti ricordi di Dolly Bell? (1981, Leone d’oro a Venezia) e Papà… è in viaggio d’affari (1985, Palma d’Oro a Cannes). Il sodalizio con il regista si interruppe drasticamente durante il conflitto balcanico, quando Sidran scelse di restare sotto le bombe di Sarajevo per difendere l'identità multiculturale della città, testimoniata poi nella sceneggiatura de Il cerchio perfetto (1997) di Ademir Kenović.

La sua opera poetica, raccolta in volumi fondamentali come Osso e carne, La raccolta di Sarajevo, Il male dell’anima e il celebre Sarajevski tabut / La bara di Sarajevo, è un’indagine incessante sul destino e sulla ferita, tradotta in tutto il mondo e insignita di premi prestigiosi come il "Premio della libertà" del P.E.N. francese. In Italia, la sua voce ha trovato dimora grazie a edizioni bilingui curate da Piero Del Giudice e Vanni Bianconi, culminando nell’imponente Romanzo balcanico (2009). Quest'opera monumentale di quasi mille pagine fonde cinema, teatro e storia per raccontare la dissoluzione della Jugoslavia e la resistenza di una Sarajevo "nuova Alessandria", che si oppone all'omologazione e alla distruzione delle sue biblioteche.

Nel 2010, con Grasso di lepre, ha offerto un balsamo poetico fatto di preghiere laiche e sacralità quotidiana per una popolazione ferita.

Storico amico di Casa della poesia, Sidran ha partecipato intensamente agli "Incontri internazionali di poesia di Sarajevo" (2004-2009) e a eventi iconici come "Pianeta Sarajevo" (2005) a Baronissi e Salerno, seminando in Italia un’idea di cultura come incrocio, mescolanza e resistenza etica contro ogni forma di barbarie.