Apirana Taylor, è una delle voci più poliedriche, viscerali e carismatiche del Rinascimento culturale maori in Nuova Zelanda (Aotearoa), capace di spaziare con la stessa potenza tra poesia, narrativa, teatro e performance. Nato nel 1955 a Wellington, di discendenza Maori (Ngāti Porou, Taranaki, Ngāti Ruanui), Pākehā (europea) e africana, Apirana Taylor incarna l'anima multiculturale e spesso tormentata della Nuova Zelanda contemporanea. Cresciuto in un'epoca di profonda transizione per il popolo maori, Taylor è emerso negli anni '70 come una figura chiave della letteratura del Pacifico. La sua formazione non è solo accademica ma profondamente radicata nell'oralità e nelle tradizioni guerriere e spirituali del suo popolo. Oltre a essere uno scrittore pluripremiato, Taylor è un rinomato attore, musicista e narratore tradizionale (storyteller), doti che infondono in ogni sua pagina un ritmo percussivo e una fisicità quasi tangibile.
La sua poetica è un grido di resistenza e, al contempo, un canto di guarigione. Taylor è celebre per la sua capacità di mescolare l'inglese con la lingua te reo Māori, creando un linguaggio ibrido che riflette la realtà post-coloniale. Le sue poesie più famose, come la celebre Haka, denunciano con rabbia e ironia la perdita della terra, della lingua e dell'identità, ma celebrano anche la forza indistruttibile della cultura maori che risorge dalle ceneri. Raccolte come Eyes of the Ruru, Soft Leaf Falls of the Light e A Canoe in Mid-Ocean mostrano un autore capace di passare dalla furia politica a una delicatezza lirica assoluta, ispirata alla natura incontaminata delle isole.
Apirana Taylor è anche un maestro della narrativa breve e del teatro. La sua raccolta di racconti Hehinui e il suo romanzo He Tangi Aroha esplorano le vite dei maori urbanizzati, tra emarginazione sociale e riscoperta delle radici. Come performer, viaggia instancabilmente per il mondo portando i suoi testi nelle scuole, nelle carceri e nei festival internazionali, convinto che la parola debba essere "agita" per sprigionare il suo vero potere (mana). In Italia è stato ospite di Casa della Poesia di Baronissi e di altri festival. Le sue letture, spesso introdotte da richiami ancestrali e gestualità legate alla Haka, hanno lasciato un segno profondo per la loro carica umana e spirituale.
Oggi, Taylor è considerato una "pietra miliare" vivente della letteratura neozelandese, un guerriero della parola che non ha mai smesso di lottare contro il pregiudizio e l'oblio. La sua eredità è quella di un artista che ha saputo trasformare il dolore della colonizzazione in una bellezza fiera e universale, ricordando al mondo che la voce di un popolo è un fiume che, nonostante le dighe, troverà sempre la strada verso il mare.
È stato ospite di Casa della poesia per il progetto "Words from the Edge" nel 2000.
