Carter Revard
Foto: Pier Paolo Iagulli
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Carter
Revard

Coyote Tells Why He Sings

Biography

Carter Curtis Revard è nato il 25 marzo 1931 a Pawhuska, Oklahoma, all'interno della riserva della nazione Osage. Di origini Osage, Ponca, irlandesi e scozzesi-irlandesi, è cresciuto nella Buck Creek Valley insieme a sei fratelli e numerosi cugini in una grande famiglia meticcia. Ha frequentato la scuola elementare in un'aula unica, affiancando agli studi lavori stagionali nei campi e l'addestramento di levrieri da corsa. Nel 1952 ha ricevuto dalla nonna Josephine Jump il nome Osage Nompehwahteh, che significa "colui che ispira timore", in occasione della cerimonia di iniziazione al Clan del Tuono del popolo Osage.

Una borsa di studio vinta in un quiz radiofonico gli ha permesso di conseguire la laurea presso l'Università di Tulsa; ha ottenuto poi una borsa Rhodes — tra i primi nativi americani a riceverla — per studiare al Merton College dell'Università di Oxford, e ha infine conseguito il dottorato a Yale nel 1959, dove ha incontrato la moglie Stella Hill Purce Revard, studiosa di Milton e di letteratura medievale.

Ha insegnato all'Amherst College e poi, a partire dal 1961 e per la maggior parte della sua carriera, alla Washington University di St. Louis, dove è stato visiting professor anche presso le università di Tulsa e Oklahoma. Insolitamente per un docente di origini native americane, il focus principale del suo lavoro accademico è stato lo studio dei manoscritti medievali inglesi e della transizione linguistica dall'inglese medievale alle forme successive della lingua. È andato in pensione nel 1997.

La sua opera poetica si distingue per la capacità di intrecciare le tradizioni letterarie occidentali con la cultura e la storia dei popoli Osage e Ponca. Tra le sue raccolte figurano Ponca War Dances (1980), Cowboys and Indians Christmas Shopping (1992), An Eagle Nation (1993), i saggi raccolti in Family Matters, Tribal Affairs (1998), l'autobiografia Winning the Dust Bowl (2001) e la raccolta How the Songs Come Down (2005). È considerato uno dei più importanti e autorevoli scrittori nativi americani. Tra i riconoscimenti ricevuti figurano l'Oklahoma Book Award (1994), il Writer of the Year Award (2000) e il Lifetime Achievement Award (2005) del Wordcraft Circle of Native Writers, e l'American Indian Festival of Words Author Award (2007).

Il legame con Casa della poesia risale al 1996, quando Raffaella Marzano e Sergio Iagulli, impegnati in una ricerca sulla letteratura e la poesia nativa nordamericana, lo hanno invitato al primo incontro di poesia internazionale a Baronissi. Da allora un rapporto di amicizia e stima reciproca lo ha portato a partecipare a numerosi eventi: Lo spirito dei luoghi (Baronissi, 1996), Verba Volant (Salerno, 1997), Napolipoesia (1999 e 2002), Sidaja (Trieste, 2001) e agli Incontri internazionali di poesia di Sarajevo (2003). Fu suo il suggerimento di chiamare Potlatch il blog-magazine di Casa della poesia, dal nome della cerimonia indiana del dono. In Italia le sue opere sono state pubblicate nelle antologie Le parole nel sangue (Mondadori) e Piste perdute, piste ritrovate (Jaca Book), entrambe curate da Franco Meli, e nel volumetto In parata con i veterani delle guerre straniere, pubblicato da Multimedia Edizioni nel 1995. Nel 2025 Multimedia Edizioni ha dato alle stampe Il popolo che viene dalle stelle, nella traduzione di Raffaella Marzano.

Carter Revard è morto il 3 gennaio 2022 a University City, Missouri, all'età di novant'anni.

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