Giancarlo Majorino, una delle figure più autorevoli, vulcaniche e civili della poesia italiana del secondo Novecento, è stato capace di coniugare lo sperimentalismo linguistico con una profonda partecipazione alla vita sociale e politica. Nato a Milano nel 1928, Giancarlo Majorino è stato il poeta che meglio ha saputo interpretare le nevrosi, le trasformazioni e le speranze della metropoli lombarda, trasformandola in un laboratorio universale di linguaggio. Laureato in giurisprudenza, ha dedicato la sua vita all'insegnamento (storia e filosofia nelle scuole superiori) e a un'instancabile attività di animazione culturale. Fondatore della storica rivista Il corpo e, negli anni '80, della rivista L'Insegna, Majorino è stato il punto di giunzione tra la lezione del neorealismo e le avanguardie più radicali, rifiutando però ogni dogma per inseguire una scrittura "totale", capace di includere il parlato, il gergo tecnico, il grido politico e la riflessione filosofica.
La sua poetica è caratterizzata da una vitalità straripante e da una struttura spesso frammentaria, che riflette il caos della modernità. Majorino non scriveva poesie isolate, ma veri e propri "libri-mondo" o poemi-fiume, dove l'io lirico si dissolve in una moltitudine di voci e situazioni. Opere fondamentali come Lotte secondarie (1976), Provvisorio (1984) e lo straordinario Viaggio nel corpo dell'Italia (2010) testimoniano un corpo a corpo costante con la realtà: il poeta non osserva il mondo dal balcone, ma vi si immerge, denunciando le ingiustizie, il degrado del linguaggio pubblico e la mercificazione dell'esistenza. La sua è una "poesia di relazione", dove l'altro — che sia l'operaio, l'emarginato o il compagno di strada — è sempre il vero interlocutore.
Oltre alla produzione in versi, Majorino è stato un saggista acuto e un teorico della letteratura, convinto che l'arte debba avere una funzione conoscitiva e trasformativa. È stato presidente della Casa della Poesia di Milano, trasformandola in un luogo di incontro vitale per generazioni di giovani autori. La sua generosità intellettuale lo ha portato a dialogare con tutte le arti, dal teatro alla pittura, mantenendo sempre un'integrità morale che lo ha reso un maestro riconosciuto anche da chi non ne condivideva le posizioni ideologiche. In Italia, la sua figura è stata celebrata nei maggiori premi letterari (Viareggio, Pasolini) e la sua voce è rimasta lucida e ironica fino alla fine.
Scomparso a Milano nel 2021 a 93 anni, Giancarlo Majorino lascia un'eredità di "poesia civile" che non è mai propaganda, ma ricerca della verità attraverso lo scavo delle parole. È stato il poeta della "resistenza quotidiana", colui che ha insegnato che la bellezza non risiede nell'armonia astratta, ma nel coraggio di guardare in faccia le contraddizioni del proprio tempo e di nominarle con precisione e passione.
Ha preso parte ai vari progetti e festival di Casa della poesia (Il cammino delle comete, Incontri di Sarajevo, Napolipoesia, Salernopoesia) ed è stato ospite della struttura nel 2002.
