Simon J. Ortiz (1941), voce tra le più autorevoli e profonde della letteratura nativa americana contemporanea, il cui lavoro ha dato nuova linfa alla "Rinascita dei Nativi Americani".
Nato nel 1941 nel Pueblo di Acoma, nel Nuovo Messico, Ortiz è cresciuto immerso nella lingua e nelle tradizioni degli Acoma (Aacqumeh hanoh). La sua biografia è un percorso di riappropriazione culturale: dopo un'infanzia segnata dalle scuole governative che tentavano di cancellare l'identità indigena, ha saputo trasformare l'inglese da lingua di oppressione a strumento di liberazione e memoria. Educatore, attivista e intellettuale di spicco, ha insegnato in numerose università americane, tra cui la Arizona State University, portando la prospettiva indigena al centro del dibattito letterario globale. La sua vita è dedicata alla difesa della terra, della sovranità dei popoli nativi e della sacralità della parola tramandata oralmente.
Il baricentro della sua opera risiede nella "continuità tra terra, lingua e popolo". Per Ortiz, la scrittura non è un esercizio solitario, ma un atto di responsabilità collettiva: la sua poesia "respira" con il paesaggio desertico del Sud-ovest americano e con le storie degli antenati.
Il suo stile fonde la narrazione orale (storytelling) con un impegno politico tagliente, denunciando lo sfruttamento delle risorse naturali e l'emarginazione sociale. In Italia, la sua figura è stata accolta e promossa con grande calore dalla Casa della Poesia di Baronissi, che ha visto in lui un "fratello di lotta" e di spirito.
Tra le sue opere seminali a livello mondiale spiccano From Sand Creek: Rising In This Heart Which Is Our America (1981) e A Good Journey (1977).
Oggi, Simon Ortiz è considerato un "Anziano" della parola, un ponte vivente tra il passato ancestrale e un futuro di giustizia. La sua eredità risiede nell'aver dimostrato che la poesia è un atto di "sopravvivenza attiva" (survivance): un modo per dire al mondo che i popoli nativi non sono figure del passato, ma presenze vibranti e necessarie. La sua voce continua a insegnarci che "la lingua è più del solo parlare e scrivere, è la nostra vita stessa", ricordandoci che la cura della terra e la cura della parola sono, in fondo, la stessa identica missione umana.
Simon Ortiz ha preso parte a "Il cammino delle comete. Incontri internazionali di poesia" (Pistoia, 2004). Ha inoltre donato diversi suoi libri alla biblioteca internazionale di Casa della poesia.
